“Jump” / A salvarsi é solo Claire Prince

Jump, il primo lungometraggio della giovane regista Bindu de Stoppani, ci racconta una storia semplice con alcuni temi ricorrenti su cui riflettere.

In primo luogo possiamo dire che questo film ha una struttura piuttosto conosciuta, quasi da manuale. La trama non è nuova; non è altro che la scoperta di un tassello mancante del proprio passato, un ritorno alle radici. È la storia di Alice, una giovane londinese frustrata che per forza di cose deve tornare a Intragna – dove è nata – per poi scoprire perché il padre l’aveva abbandonata. 

Forse il tutto è un po’ teatrale; le reazioni e le battute dei personaggi sono esagerate rispetto alla semplicità degli eventi. Sembra quasi di rivivere un’altra epoca, fatta di lettere mai giunte a destinazione e di drammi familiari che oggi ci farebbero sorridere. In generale la storia manca di credibilità in quest’epoca caratterizzata dalla tecnologia.

L’attrice protagonista Claire Price riesce però a dare tutta sé stessa e a convincere e commuovere lo spettatore. Molto bella anche la metafora del “buttarsi” (“jump”), presa alla lettera dalla protagonista che alla fine decide di rischiare tutto per tornare alle origini e tuffarsi finalmente nelle acque delle Centovalli, ritrovando così sé stessa.

Camila Koller, 21 anni, attrice

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