“Jump” / Attori paesani in una scenografia straordinaria

Il film Jump, mostrato in anteprima mondiale domenica 13 novembre 2011 al Festival internazionale del cinema giovane di Bellinzona è la prima opera diretta da Bindu de Stoppani, regista di origine ticinese.

Il lungometraggio parla di Alice, ragazza londinese, che dopo la morte del padre deve correre in Ticino per eseguire le ultime volontà del padre. Qui vi è l’inevitabile scontro con un paesaggio totalmente differente rispetto a quello a cui è abituata la ragazza in cui anche il modo di rapportarsi alle altre persone è totalmente differente. Alice ritrova sua nonna, che la tratta come una bambina e Luca Fretti, figlio dell’avvocato Fretti che dice di essere innamorato di lei dall’età dell’asilo.

È anche grazie all’aiuto di un bambino epilettico se Alice  riesce a superare i torti subiti in passato, quando sua madre lasciò il padre dopo averlo tradito con il suo migliore amico che guarda caso è il papà di Luca. La ragazza londinese si prende cura del bambino e tra i due nasce un’amicizia complice. Alice e Luca si ritrovano così nella stessa situazione, lui tradito dal padre e lei tradita dalla madre che per colpa di una scappatella la privò dell’onore di conoscere suo padre. Grazie anche a questo Luca conquista Alice che alla fine decide di trasferirsi in Ticino.

Trovo che la storia narrata in questo film sia interessante ma il modo in cui è raccontata fa si che il finale della storia sia scontato e ciò toglie sicuramente suspense alla prima opera della De Stoppani.

Per quel che riguarda l’interpretazione dei diversi personaggi credo sia stato sbagliato dare la parte principale ad un’attrice che si è dovuta imparare a memoria tutti i dialoghi perché non capisce una parola d’italiano. Mi chiedo perché non si sia puntato su un’attrice italiana visto che a guardar bene se la protagonista veniva da Londra piuttosto che da Napoli non cambiava niente.
Gli altri attori li ho trovati un po’ troppo “paesani” e li vedrei meglio in una fiction della RSI piuttosto che sul grande schermo. Le scene in cui Alice va a cena dalla famiglia Fretti sono da “Affari di famiglia” ed è meglio che vengano lasciate a serie del genere piuttosto che finire sul grande schermo.

La scenografia è straordinaria come straordinari sono i territori del Canton Ticino ma mi fa sorridere, e avrà fatto sorridere tanti spettatori in sala, pensare come questa produzione sia riuscita a portare il lago Maggiore ad Intragna.
In conclusione salverei la storia scritta dalla De Stoppani, così come la fotografia, anche se personalmente non credo che riguarderei spontaneamente questo film.

Enrico Buletti, 19 anni, impiegato di commercio

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