“Jump” / Un film semplice e sincero

Alice è una giovane donna sulla trentina. Vive a Londra ed è lo stereotipo della donna in carriera (tanto per intenderci quella che corre in città mentre parla al telefono con il caffè di Starbucks in mano). Viene licenziata dal suo ragazzo che lavorava con lei ed è grandemente in debito con l’azienda. Nel frattempo, una telefonata dell’avvocato Fretti le riferisce che suo padre, del quale non ha avuto notizie per vent’anni è morto, e che ha ereditato la casa.

Alice approfitta della situazione e torna nel suo paese d’origine: Intragna. In Ticino, sperando di poter vendere la casa e di cosi saldare il suo debito, le aspettative di Alice si confrontano con la realtà. Una volta arrivata, infatti, Alice effetua vari incontri tra i quali un ragazzino epilettico, sua nonna e un ex compagno d’asilo di cui non aveva nessun ricordo. Iniziano le disavventure… Problemi vari sopraggiungono e la ricerca di se stessa s’accompagna all’affiorare della verità del motivo dell’assenza di suo padre nella sua vita.

Tutta la prima (ma molto corta) parte girata a Londra é troppo affrettata (forse per motivi di budget?) e non si comprende bene per quale motivo sia stata licenziata. Una volta approdato in Ticino il film inizia ad andare bene, le situazioni comiche del pesce fuor d’acqua di Alice sono molto ben fatte e funzionano benissimo anche perché, diciamolo, l’attrice che ha interpretato Alice, Claire Price, è bravissima e forse anche troppo perchè mentre le scene dove è da sola o con il ragazzino sono il punto di forza del film, quando recita con gli altri attori secondari come il ragazzo del bar o soprattutto con l’avvocato la differenza di talento è enorme. Questi altri interpreti sfigurano e le scene perdono credibilità. È un vero problema soprattutto quando le scene in questione sono importanti per la trama (ad esempio nella scena della cena al ristorante…).

Nel complesso il film è piacevole e quando la proiezione è finita la reazione è comunque più positiva che negativa. Jump non è un film perfetto: ha qualche problema tecnico (sincronizzazione, effeti e colonna sonora per citarne alcuni), alcuni personaggi superflui (a cosa servono i genitori del ragazzino?) ed è anche molto prevedibile ma è semplice e sincero. E sono proprio la sua sincerità e semplicità a colpire. Alice è un personaggio molto umano e rispecchia la fragilità di una ragazza che nonostante l’età adulta continua a scoprire se stessa, la verità del suo passato e ha imparato ad affrontare i suoi problemi.

Jump inoltre è un passo avanti per il cinema Ticinese che sta piano piano (finalmente) iniziando a muoversi ed è decisamente un buon prodotto; niente di memorabile ma sicuramente un buon omaggio al nostro Cantone in cui di buon cinema si è ancora visto poco. Peccato, perché come dimostrato nel film, il nostro Cantone si presta benissimo ad ottime scenografie…

Patrick Giraudeau, 19 anni, impiegato di commercio

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