Quasi Amici / Cocktail (quasi) perfetto per sedurre il botteghino

Philippe, un ricco aristocratico paraplegico, decide di prendersi a carico un badante a tempo pieno.
Tra tutti i candidati sceglie quello che a prima vista sembrerebbe il meno idoneo : Driss, un teppista del ghetto appena scarcerato che vive in disoccupazione e che si presenta al colloquio semplicemente per ricevere « il timbro » senza il minimo interesse per il lavoro. Due personaggi totalmente differenti che s’incontrano, si scontrano e si completano in varie situazioni comiche che accompagnano un film tratto da una storia vera.



Sarebbe inappropriato non citare che il film è stato ed è tutt’ora un successone. Sembra che si tratti del film evento dell’anno a livello europeo.
Tutto grazie al passaparola tra gli spettatori che, soprattutto in quest’ambito, è fondamentale per un marketing brillante. Intouchables ha tutti gli ingredienti giusti per il perfetto film feel good: una commedia a sfondo drammatico fa da mezzo e non da tema. Infatti, il film è molto leggero e non approfondisce nessuno dei temi utilizzati per la storia (l’handicap, il razzismo, la criminalità, l’accettare le diversità, ecc.) ma li sfrutta per emozionare facilmente lo spettatore.

Il film ha in ogni modo un senso di dejà vu cominciando dalla formula dei due “protagonisti opposti” che sembra tanto piacere ai francesi. Se si guarda il recente Bienvenue chez les ch’tis, ad esempio, si vede che una delle formule che tanto fanno presa sullo spettatore francese é lo sviluppo dei personaggi contrastanti, completamente diversi (il francese del Sud incontra quello del Nord ed i caratteri e le abitudini totalmente differenti s’incontrano). Anche in Le dîner de cons, altro block buster francese un po pù vecchiotto ma sempre del registro della commedia, si confrontano due opposti: il ricco colto e lo stupido, le con. Queste formule sono fatte per toccare le emozioni semplici e vedendo che di similitudini nel cinema hollywoodiano se ne possono citare a centinaia se ne deduce il livello qualitativo…

Intouchables è un film ricco di gag divertenti e va visto come una commedia e non come un film drammatico.
In fondo in fondo, non c’è nessun messaggio profondo, nessun intento di rappresentare la realtà (nel ghetto sono tutti casi persi eccetto Driss?) seppure è tratto da una storia vera (altro ingrediente per il successo al botteghino).
Quello che però funziona a meraviglia è lo sviluppo dinamico dei personaggi principali ben interpretati da François Cluzet e da Omar Sy.

Patrick Giraudeau, 20 anni, impiegato di commercio

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