“The Substance” (Martin Witz) : un trip d’immagini

Nos jeunes critiques tessinois sont allés voir “The Substance”, le documentaire que le réalisateur suisse Martin Witz a consacré au chimiste bâlois Albert Hofmann et à son invention, le LSD. Ils nous font part de leurs impressions ci-dessous.

The Substance è un documentario incentrato sugli psichedelici, in altre parole su quelle droghe che creano un senso di felicità grazie all’alterazione del modo di percepire il mondo. In particolare il documentario si concentra sull’LSD e la sua storia, spiegando in che modo sia nato, proponendo un’intervista al suo creatore, il parere di uno storico di questa sostanza e l’opinione di molti esperti che l’hanno studiata e di persone che ne hanno avuto a che fare.

Inoltre, ci sono molte immagini dell’epoca della sua scoperta e del periodo in cui ha visto la massima diffusione, fino alla messa fuori legge, che aiutano lo spettatore a calarsi in questo mondo che, al giorno d’oggi, pare quasi surreale, o quanto meno molto distante. Grazie a queste sequenze è possibile cogliere meglio il significato che questa sostanza ha assunto qualche decennio fa all’interno della società.

Tuttavia, la pellicola non cerca solo di calarci nel periodo che prende in analisi, ma tenta anche di riprodurre in modo artificiale gli effetti psichedelici prodotti dall’LSD. Infatti, dopo il parere di qualche esperto, ovvero dopo una parte più tecnica, vengono intercalate delle sequenze di immagini “insensate”, accompagnate da una musica particolare, che in qualche modo trasmettono le possibili sensazioni che si possono provare facendo uso di questi psichedelici.

Da questo lato si può quindi dire che The Substance è un documentario completo, poiché fornisce una parte tecnica, una parte storica e una parte quasi “pratica”. Le informazioni ricevute dalla pellicola sono quindi a 360 gradi: si ha una visione esauriente sull’LSD, sui suoi effetti sulla mente umana e sulla reazione avuta dalla società.

Nonostante quest’ampia visione delle cose, The Substance sembra mancare di qualcosa. Non saprei definire che cosa, però quando a parlare sono gli esperti o coloro la cui storia è molto legata a questa droga, la sensazione risentita dallo spettatore è che queste persone (e forse anche il regista) volessero dirci qualcosa che non potevano o non erano in grado di dire.

Il documentario rimane comunque ben realizzato, fornendo diversi punti di vista e cercando di mantenersi il più neutrale possibile, pur apparendo leggermente a favore dell’LSD. È decisamente un film da consigliare, soprattutto se si è alla ricerca di informazioni interessanti sulla sostanza protagonista.

Riccardo Passerella, 18 anni, Liceo di Mendrisio

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One Response to “The Substance” (Martin Witz) : un trip d’immagini

  1. Kayne80 says:

    l’LSD ha subito un terribile boicottaggio politico. È un farmaco dal grande potenziale medico, e come sostanza di esplorazione creativa e spirituale è stata usata da molti grandi della nostra epoca, come Fellini, Kubrick, i Beatles, Andy Warhol, Kay Mullis e Francis Crick, che ne hanno riconosciuto l’influenza per le loro scoperte e creazioni… Non dando dipendenza non può neanche essere pienamente considerata una “droga”, mentre per anni l’hanno trattata alla stregua di sostanze d’abuso pericolosissime quali eroina o cocaina. È normale quindi che, se l’obiettivo è parlare di acido lisergico in modo scientificamente oggettivo, si finisca per essere “leggermente a favore”.

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