TAPPERMAN – FRESCO E BEN COSTRUITO

 

 « Una commedia grottesca ». Così definisce il suo ultimo lavoro Alberto Meroni, giovane cineasta ticinese che dopo il successo dei suoi precedenti cortometraggi (citiamo Ombre e L’artigiano Glaciale) ha presentato ieri sera al pubblico ticinese il suo nuovo film Tapperman.

Il cortometraggio narra la storia di Paul, un venditore porta a porta di contenitori per alimenti che si rende conto di lavorare troppo. La sua vita si è trasformata nel prodotto che vende, sigillata e chiusa su se stessa. Abbiamo incontrato il regista a fine proiezione.

Come è nato questo soggetto?

L’idea di raccontare la storia di questo personaggio mi è venuta rendendomi conto di lavorare troppo. Sono cresciuto come videoamatore, hobby che è poi diventato per me un lavoro. Ho dedicato 15 anni della mia vita a filmare e a montare praticamente tutti i giorni, allontanandomi sempre di più dalla famiglia e dagli amici. Insomma, mi sono reso conto di essere sigillato nel mondo del lavoro, come il protagonista del mio film. Ma se per il cibo lo stare sigillati è sinonimo di freschezza perché non viene contaminato da agenti esterni, per l’essere umano è invece vero il contrario: essere in giro, a contatto con le persone, è un’ esperienza. Questo è quello che ho cercato di raccontare con Tapperman.

E noi possiamo dire che ci è riuscito.

Nel film ho voluto fare anche un’altra critica personale al mondo del lavoro, in relazione allo stile di vita e di lavoro diverso in base alla lingua. Il film inizia con una improbabile manager che cerca di parlare usando termini inglesi per far capire che lei è a passo con i tempi. Il motto è „bisogna vendere!“ e sprona i suoi Tappermen a vendere in inglese, in aggiunta ad un sorriso falso. Il nostro protagonista non ci riesce perché è un romantico. Vende ancora alla vecchia maniera, in francese.

A proposito di questi personaggi, ottime la performance di Andrea Zogg e di Roberta Fossile.

Andrea Zogg è un attore dalle origini engadinesi. È molto conosciuto e apprezzato in Svizzera Interna e in Germania. Roberta Fossile è ticinese, ed è stata recentemente protagonista nel film di Rolando Colla „Giochi d’Estate“, miglior film ai Quartz 2012.

Il pubblico ha ammirato le inquadrature dei paesaggi ticinesi, curate e funzionali al racconto.

Il film è stato girato interamente in Ticino, principalmente a Biasca e a Claro. Gli interni sono stati ricreati all’interno degli studi del CISA, la scuola di cinema di Lugano. Girare è molto costoso e devo ringraziare gran parte degli studenti di questa scuola. Hanno avuto l’opportunità di vedere come si realizza una fiction in cambio di un aiuto.

Dopo una calda accoglienza alle giornate del cinema di Soletta, Tapperman sta cominciando a girare per altri festival. Noi auguriamo ad Alberto Meroni tutto il successo che si merita perché Tapperman è un lavoro fresco e ben costruito, il che è una bella cosa per il nostro cantone.

 Sebastiano Piattini, 20 anni, CISA

TAPPERMAN – LIBERARSI DALLE SCATOLE

 Una bella sera di primavera, forse la prima, ai primi di maggio.

Stanco dal lavoro, dopo l’ennesima fiaccante giornata, ognuno si ritira nella propria abitazione. Tutto si acquieta. L’aria si fa fresca, pare più pulita, lascia respirare un poco : sarebbe bello assaporare questa brezza, uscire un momento dalle quattro mura, dalle nostre « scatole » – così come le definirebbe Alberto Meroni, autore del cortometraggio Tapperman -, liberandosi dagli spigoli, dai corridoi e dalle porte che, spesso, rendono la nostra esistenza un circuito a senso unico.

Di queste scatole ne esistono diverse : alcune più piccole, altre più grandi ; strette o ampie, vuote o colme d’oggetti, da uno, quattro, dieci, cinquanta, cento posti, in piedi o a sedere. Ognuna può essere vissuta diversamente ma tutte hanno la medesima funzionalità : (ci) contengono, (ci) confinano. Osservandole in modo sovversivo, ci carcerano.

Ci sono scatole che, tuttavia, per quanto anch’esse rinchiudano fisicamente, possono rivelarsi « scrigni » celanti qualcosa di prezioso e raro, in grado di risvegliare sulla realtà esterna la quale, per molti, si era ormai fatta insipida.

Questo avviene al cinema ! E così mercoledì sera c’é chi ha deciso di spingersi al suo interno, all’interno di uno scatolone buio, ma del tutto rivelatore ed aperto nei confronti di ciò che avviene (o potrebbe avvenire) fuori.

Piccoli luoghi, volti, tendenze, clichés e verità che caratterizzano questo tormentato angolo di terra chiamato Ticino, attraverso la « Serata Ti » hanno avuto modo di emergere in varie forme e colori… e ciò grazie al lavoro di silenziosi e sensibili registi i quali, in più occasioni, hanno saputo immortalare vette e abissi delle latitudini nostre, dimostrando inoltre che fare del buon semplice cinema é anche qui possibile.

Su tutta la durata delle proiezioni, tra risi e sorrisi (dati dall’assurdità del vero ma anche dall’estremizzazione di stereotipi) gli spettatori hanno dunque avuto modo di identificarsi nel territorio e nei fatti del Cantone, e di meravigliarsi ancora nel vedere un luogo conosciuto passare su pellicole che, per la loro unicità, quasi terrei bene al sicuro in una scatola.

Marta Pamzeri, 20 anni

GYPAETUS HELVETICUS – IL GRANDE GIPETO GENTILE

Gypaetus Helveticus : un corto-documentario che parla della scomparsa e ricomparsa del gipeto sulle Alpi svizzere attirerebbe l’attenzione solo di un appassionato dell’argomento, ma  questo film d’animazione è una riuscitissima prova di come non sia così importante cosa racconti ma come.

In realtà ci vengono  presentate interessanti  vicende e leggende che ruotano attorno a questo maestoso quanto innocuo uccello in un modo del tutto inaspettato; a partire dalle fantastiche animazioni che caratterizzano il gipeto come un gigante buono e goffo che suscita anche un po’ di tenerezza, viste le aggressioni subite dagli alpigiani svizzeri, fino ai dialoghi e la voce narrante che non si risparmia un po’ di umorismo.

Penso che questa sfortunata storia che ha colpito proprio il gipeto ci mostri quanto le credenze popolari e le superstizioni si possano insinuare nel profondo delle menti e germogliare a tal punto da portare ad atti ingiustificati e privi di ogni fondamento razionale (e la storia ne è piena).

Però fortunatamente, come si dice nelle fiabe a lieto fine, tutto e bene ciò che finisce bene, perché questo imponente volatile dal piumaggio nero e rossastro è stato reintrodotto in Svizzera e sta

ritornando a popolare i cucuzzoli delle montagne. A scanso d’equivoci aggiungerei che non stermina il bestiame dei poveri contadini, come si pensava, ma si nutre solo d’ossa, quindi se sentite il contrario è FALSO!  

Che dire di più, cercatelo, guardatelo, e fatevi un paio di risate perché ne vale davvero la pena.

Orfeo Fumagalli, 22 anni, attore

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One Response to TAPPERMAN – FRESCO E BEN COSTRUITO

  1. Il gipeto ringrazia per la recenzione! 🙂
    buon tutto!
    Marcel Barelli

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