Echos de Castellinaria (2) : CACCIA A L’UOMO – Jagten, di Thomas Vinterberg

Il film s’ambienta in un tipico villaggio di Danimarca, quel tipico villaggio dove tutti si conoscono, dove tutte le moglie si occupano dei bambini e dove tutti i padri di famiglia si ritrovano a cacciare e a sbronzarsi.

In seguito alla chiusura di una delle scuole locali, Lucas, padre che cerca in ogni modo di poter trovare del tempo da passare con il figlio che vive con la madre, si trova a dover lavorare come assistente in un asilo.

Tra tutti i bambini Lucas si attacca particolarmente alla piccola Klara. Lucas la riaccompagna spesso a casa siccome la piccola ha l’abitudine di perdersi ed é anche la figlia del suo migliore amico.

Un giorno, improvvisamente, Klara accusa Lucas di aver abusato sessualmente di lei. Non conoscendo minimamente (o forse si?) le conseguenze…

Lucas, scioccato, non sa come reagire. È certo della sua innocenza e invano cerca di far ragionare i responsabili dell’asilo ed i suoi amici. In particolare, prova ad esortare i genitori di Klara. La faccenda si complica maggiormente quando tutti gli altri bambini dell’asilo denunciano altri abusi e in poco tempo Lucas si ritrova solo contro l’intero villaggio.

Quattordici anni fa il mondo gridava al capolavoro. Festen, opera pluripremiata del regista Thomas Vinterberg, fu un vero e proprio film paladino del manifesto dogma 95. Quattordici anni dopo, si ritrovano in Jagten, molti degli aspetti estetici e minimalisti del dogma 95. Innanzitutto il dramma psicologico, le ambientazioni e luci reali, una colonna sonora quasi assente, ecc. Ma ci sono anche inquadrature su cavalletto e l’utilizzo di una musica extradiegetica. Jagten ci mostra anche come Vinterberg si è liberato di certi dogmi formali per privilegiare innanzitutto la miglior soluzione visiva possibile, prima di ogni religione a priori.

Jagten ci propone un Lucas straordinariamente interpretato da Mads Mikkelsen, un attore che di consueto interpreta antagonisti freddi senza scrupoli (molti lo ricorderanno come il cattivo viscido e codardo di Casino Royale) e che qua si rivela da subito una bravissima persona altruista. Quello che Mads Mikkelsen riesce alla perfezione in questo film é interpretare la trasformazione del suo personaggio, da persona felice alla confusione della prima accusa fino a una progressione di tensione psicologica molto credibile per arrivare all’esplosione finale, sempre restando nel personaggio.

Tutti questi elementi partecipano ad instaurare una forte tensione in ogni inquadratura.

Ma parliamo del contenuto. Quanto siamo bravi a comportarci come persone civili quanto tutto va bene? Jagten mostra bene come basta solo un dubbio per trasformare un gruppo di amici in un branco di lupi. Il titolo Jagten, che in danese significa la caccia, non poteva essere più azzeccato.

Prima dell’accusa Lucas era come un cervo, un animale pacifico che viveva la sua vita tranquilla, poi inizia a nascondersi e a scappare dai cacciatori che cercano di ucciderlo anche se il cervo (Lucas) non ha fatto nulla di male. Il cervo scappa, si nasconde, e quando viene totalmente circondato e magari anche ferito esplode e diventa un animale feroce.

La difficoltà maggiore nel caso di Lucas é proprio il tipo d’accusa, la pedofilia, argomento molto delicato. Ci si chiede: quanto sono credibili i bambini?

I bambini meravigliano per la loro innocenza, ma se fossero esposti a fattori ”adulti” come la pornografia siamo veramente coscienti di poterli capire? Oppure ci facciamo prendere subito dal panico, e dai facili cliché ? In caso di dubbio un innocente può essere subito accusato, l’argomento é cosi delicato che non ci sono limiti, la persona viene trattata come una bestia e non viene risparmiato da quasi nessuno anche se legalmente viene riconosciuto innocente.

La scelta del tema é stata molto coraggiosa. Siamo abituati a vedere film e serie TV dove il buono é il cacciatore e la vittima é colpevole. Questo film ci mostra il punto di vista di una vittima innocente che difende un argomento molto discusso e preoccupante come quello della pedofilia. Tutti (o quasi) sono disgustati, ma fino a che punto siamo disposti a fidarci, a rischiare di accusare un innocente? La scena finale del film dimostra come un’accusa del genere provoca una ferita sulla persona che non é facile da togliere. Anche dopo la tempesta la gente rimane fredda, fa fatica a ridare fiducia. Un segno del genere rimane come un muro al quale si é crocifisso qualcuno. Puoi togliere i chiodi ma il buco rimane non ti resta altro che nascondere il danno in modo definitivo.

Jagten é un film stupendo, con una grande storia umana e un climax crescente che regge fino alla fine.

L’unico dubbio che mi é sorto è come é venuto in mente di fare interpretare un assistente di un asilo a un attore con la faccia di Mads Mikkelsen, ci sono stati dei momenti in cui capivo perfettamente il dubbio dei paesani nei suoi confronti.

Assolutamente da vedere.

Patrick Giraudeau, 20 anni, impiegato di commercio

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2 Responses to Echos de Castellinaria (2) : CACCIA A L’UOMO – Jagten, di Thomas Vinterberg

  1. jonatanalecsander says:

    recensione ben fatta, il film m’incuriosisce

  2. rosa de cicco says:

    d’accordo su tutto tranne sul dubbio del volto di mads mikkelsen, personalmente vedo un viso molto espressivo, che comunica emozioni forti, veri, volto che può essere glaciale quanto dolcissimo, basta pensare alla scena della bambina che alla festa del compleaano del figlio di lucas non sapeva come attraversare la stanza.i

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