DJANGO UNCHAINED – Un geniale pugno nell’occhio per i non conoscitori… una goduria per gli amanti del genere

Per chi come me non è un grande conoscitore di Tarantino, Django Unchained é come un geniale pugno nell’occhio. Carneficine, esplosioni, uccisioni truculente, come anche dialoghi brillanti e lunghissimi (!) e una sceneggiatura scritta in modo originale che intrattiene senza problemi per due ore e quarantacinque.

Django è uno schiavo di colore che viene liberato dal cacciatore di taglie di origini tedesche Dottor King Schültz. Il cacciatore ha bisogno di lui per scoprire dove sono nascosti tre schiavisti fuorilegge, che hanno avuto a che fare con Django in passato. Il compito dello schiavo nero é quello di riconoscerli, in quanto il dottore non li ha mai visti. Dopo averli stanati e uccisi, Django e il dottor Schültz decidono di rimanere insieme e di diventare collaboratori. Inizia qui l’odissea di Django Unchained, Django scatenato, alla ricerca di altri criminali da eliminare e soprattutto della moglie, anch’essa schiava, separata da lui da vari anni.

Ecco un film divertentissimo che esagera nel presentare il mito del western stravolgendone le carte e proponendo un eroe di colore, invece del solito cowboy bianco. Tarantino propone un film western rivisto in chiave moderna, pur rimanendo sempre fedele ai clichés che questo stile richiede. È un film assurdo, ma riuscito; é un film che ti prende e che t’invoglia a sapere a tutti costi come andrà a finire, nonostante tu scuota la testa sorridendo ad ogni esagerazione.

La sceneggiatura brillante è solo una parte del successo del film: la bravura degli attori permette alle scene, grazie agli sguardi e ai dialoghi, di raggiungere quel tocco in più di comicità. In modo particolare mi sono piaciuti molto Waltz nel ruolo del dottor Schültz e DiCaprio nel ruolo del cattivo Candie.

In conclusione, Django Unchained mi è piaciuto, nonostante non sia il genere di film che guardo volentieri. Forse la violenza ogni tanto poteva essere meglio dosata, ma tutto sommato non disturba più di tanto, perché, appunto, ormai si sa che è un’esagerazione e la si prende per quello che è, visto che comunque una delle caratteristiche del film è proprio il fatto di essere splatter. Lo rivedrei volentieri, stavolta però senza chiudere gli occhi ogni volta che vedo teste o parti del corpo rotolare in giro…

Giulia Eicher, 19 anni, Liceo Lugano
Giulia_Eicher

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