THE MASTER : QUANDO L’AMBIZIONE TOCCA I SUOI LIMITI

The Master è un ambiziosissimo film, forse troppo, che rischia di fallire in quelli che sembrerebbero i suoi intenti principali: una profonda introspezione psicologica nella mente del protagonista, un disturbato reduce della Seconda Guerra Mondiale, e una critica/panoramica su un certo tipo di “setta” (si potrebbe anche leggere Scientology). Pronti però a sorreggere un film che sembrerebbe altrimenti destinato a crollare su se stesso ci sono il formidabile Joaquin Phoenix, in forma smagliante, che per l’intera durata del film ipnotizza lo spettatore, grazie anche a quel suo ghigno già in parte sfoggiato nell’interpretazione di Johnny Cash, e un rigore formale ineccepibile, una fotografia di una pulizia e di una perfezione rare.

Paul Thomas Anderson continua un interessante percorso (Magnolia era una piccola perla, Il petroliere  sembrava il punto più ambizioso che si potesse raggiungere) e sorprende ancora, soprattutto per quanto riguarda la direzione degli attori. Forse però osa troppo, e sgarra sui tempi. La mezzora finale, che contenutisticamente parlando non apporta più nulla alla pellicola, risulta di troppo, e appesantisce terribilmente un buon film.

Giovanni Giovannoli, 17 anni, Liceo Lugano
Giovannoli_Giovanni

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