La Grande Bellezza – Il grande vuoto

grande_bellezza_ansaScena dopo scena aumenta la sensazione di caos, caos ”italiano” che, sì, rende l’idea della vita ”Freaks” di Roma ma rende scettici lungo l’andare del film a causa dell’accumularsi di eventi; occorre mettersi comodi e godere del ”niente”, solo allora questi eventi acquistano il loro senso, ossia proprio il niente, o forse la vita di chi si è rassegnato all’essere mondano ma -molto importante- sincero. Si fatica a trovare una coesione tra tutte le scene e alcune portano veramente a chiedersi: ”ma questa…?”; la risposta ce la dà la piacevolissima recitazione di Toni Servillo che non necessariamente richiede un senso per essere goduta e attorno alla quale si regge tutta la pellicola. Usciti dalla sala riemergono molte più sequenze di quelle che si sono notate e che si è voluto ricordare; ogni sequenza ha infatti una sua personalità ed una sua estetica (non sempre riuscita, come nel caso della pausa migratoria di enormi fenicotteri digitali) che si imprimono nella mente per il loro ”essere situazione”, come del resto capita anche solo passeggiando in Italia: personaggi, parole ed atteggiamenti, a volte vivi e veri.

La Grande Bellezza ci è sicuramente mostrata dall’imponenza del Niente che accompagna la vita, ma rimane sommersa nella decadenza di discoteche, scopate e arte di una società che alta non è, e che il regista riesce a mostrare genuinamente.

Elia Pablo, 21 anni
Elia_Pablo

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