Festival de Locarno (1) “The Dirties” : Il gioco del Bullismo (Cineasti del presente)

Deux habitués de l’antenne tessinoise de la TRIBUne des Jeunes cinéphiles ont obtenu une accréditation au Festival de Locarno. Sous la supervision de Filippo Demarchi, ils nous livrent leurs textes au jour le jour sur les films qu’ils ont vus.

OC702321_P3001_175578The Dirties mostra, attraverso uno stile piuttosto documentaristico, la vita di due studenti, Matt e Owen, oppressi dai bulli della loro scuola. Il film è una mise-en-abîme di sceneggiati, infatti tutta la pellicola è interpretabile come il footage del prodotto che i due ragazzi stanno girando.

La scelta di filmare pressoché l’intera storia senza mettere la camera su un treppiede dà al risultato finale una parvenza di realtà. Ci si sente parte del film, se non addirittura il cameraman stesso. A tratti diventa anche difficile stabilire cosa sia la “realtà” e cosa l’opera dei due studenti, come accade al momento della decisione di eliminare veramente i “Dirties”, dove film e vita reale si uniscono. L’instabilità delle inquadrature, le zoomate frequenti e la fotografia poco curata (si vedano i frequenti errori di esposizione -soggetti sottoesposti, sfondi sovraesposti,…-) rendono bene l’idea del tipo di produzione dei personaggi: un progetto scolastico, quasi un gioco. Sebbene ci sia il desiderio di denunciare i soprusi, il modo in cui vengono combattuti non dà prova della capacità di affrontare il problema in modo maturo e coerente, ma piuttosto dimostra la tendenza ad agire secondo il principio biblico dell’ “occhio per occhio”, principio non estraneo a questo tipo di realtà negli Stati Uniti. In The Dirties, però, l’intento non è però presentato come una semplice vendetta, bensì assume quasi il volto di un’azione eroica, atta a sconfiggere i cattivi per sempre.

La pellicola si concentra molto sul rapporto tra Matt e Owen. I due ragazzi sono un duo quasi esclusivo, hanno contatti solo tra di loro e nessun altro amico, a parte, forse, il cameraman, che sembra alcune volte un vero e proprio personaggio del film e altre volte un semplicetecnico. Il loro rapporto funziona solamente perché entrambi sono vittime dello stesso gruppo di bulli e nessuno dei due ha qualcun altro cui appoggiarsi. Sono amici per via delle brutalità cui sono soggetti. Questo appare evidente dopo che Owen e Chrissy iniziano a frequentarsi. L’introduzione di un terzo elemento all’interno del gruppo porta alla nascita di tensioni tra Matt e Owen. Il primo sviluppa un senso di gelosia, sente come se il suo amico gli sia stato rubato, mentre l’altro capisce che Matt non è in grado di pensare a nulla se non al suo film.

The Dirties non è un film sul bullismo, ma una pellicola che sfrutta questo tema per denunciare come il rimanere soli in balia di questa piaga sia il vero problema. Matt è sempre stato da solo, mai veramente appoggiato da Owen, mentre il secondo trova qualcuno all’infuori del suo compagno di sventure e in qualche modo riesce a sfuggire alla disperazione cui era soggetto. Il film è l’ennesima prova del bisogno dell’essere umano di avere qualcuno su cui fare affidamento, qualcuno di leale. The Dirties è di fatto un film sull’importanza dell’amicizia.

Riccardo Passarella, 19 anni

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