Festival de Locarno (14) L’expérience Blocher, Jean-Stéphane Bron (Piazza Grande)

L'expérience Blocher by J. Bron - Piazza Grande
Come filmare una grande personalità politica della quale non si condividono né idee né metodi? Che distanza imporre per poterla filmare obbiettivamente?
Questi sono solo due delle sfide che Jean-Stéphane Bron si è posto per ritrarre Christoph Blocher, controverso leader del partito svizzero UDC, considerato di (estrema) destra.
Il rischio più grande, e la grande paura di alcuni, é quello di scadere, anche solo involontariamente, in un’apologia del politico attraverso l’uomo, ammesso che le due cose possano essere separate. Qual è allora il verdetto finale di questo documentario? Pro o contro Blocher ?

L’ambiguità, anche solo minima, in un film che ritrae per cento minuti un solo uomo parrebbe inevitabile. È l’ambiguità delle immagini, delle battute, dei sorrisi. E infatti non sono le immagini, ma la voce fuori campo di Bron ad indicarci che, forse, è un film più contro che a favore. Ma, soprattutto, è un film, la documentazione e il sunto di un’esperienza che non solo Bron, ma tutta la Svizzera ha fatto: l’esperienza di un uomo che facendo leva sul populismo di più basso livello e sulla paura che pervade la società in questi tempi di disagio (riversandola, nel modo più banale possibile, nella paura del “diverso”) ha raggiunto un consenso popolare di proporzioni spaventose.

Intelligentemente, la visione di Bron non si ferma però a questo, alle campagne politiche razziste e di chiusura, va oltre. Va più indietro. S’interroga su come Blocher sia arrivato a questo. Ritorna alle radici del politico, alla sua infanzia, e poi alla carriera di uomo d’affari, che non viene tralasciata. Ed è sempre la voce fuori campo del regista a mettere i puntini sulle “i”, a raccontare quello che le immagini non mostrano. Vengono riportati alla luce fatti forse dimenticati dai più, come il sostengo al regime dell’apartheid in Sudafrica (« come dimenticare ? », si chiede Bron), ma anche celebri battaglie politiche, come la sua crociata personale, vinta, contro l’entrata della Svizzera nello Spazio Economico Europeo, unico, forse, merito che gli viene apertamente riconosciuto.

Un plauso all’abilità di Bron nell’infilarsi nella vita privata del politico, ritraendolo nella sua auto, durante una festa privata nel suo castello, nella suite in cui alloggia in albergo, nella sua casa, per poi miscelare tutto ciò, e perfettamente, con filmati d’archivio, dibattiti televisivi, discorsi pubblici, dipingendo così non solo il ritratto di un uomo, ma di un’intera società.

Giovanni Giovannoli, 18 anni

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