Atelier di critica cinematografica a Castellinaria

Domenica 13 novembre 2011 l’antenna ticinese della Tribune des Jeunes Cinéphiles festeggiava la sua nascita al Festival internazionale del cinema giovane Castellinaria accompagnando cinque giovani critici ticinesi alla proiezione di Jump di Bindu de Stoppani. Gli apprendisti critici scrissero delle recensioni e qualche giorno dopo erano pubblicate sul sito internet della Tribune. Dal mese seguente i giovani iniziarono ad andare regolarmente al cinema per guardare, riflettere e scrivere.

Per confrontarli alle proprie difficoltà e alle diversità di stili e generi di scrittura critica, abbiamo organizzato durante questi due anni degli atelier di critica con Antonio Mariotti, critico del Corriere del Ticino, e con Giancarlo Zappoli, Direttore Artistico di Castellinaria.

Quest’anno abbiamo pensato da un lato d’allargare l’offerta a tutti i giovani desiderosi di sperimentarsi con la critica cinematografica, dall’altra d’includere l’atelier all’offerta del Festival Castellinaria. Uno dei principi del nostro Festival è che siano i giovani i protagonisti di qualsiasi attività e che sperimentando, imparino.

Gino Buscaglia, Presidente di Castellinaria, dirigerà l’atelier domenica 17 novembre 2013 all’Espocentro dalle ore 15 alle ore 18 dando ai giovani critici le chiavi per analizzare un film e per criticarlo con ingegno e coerenza. Il pomeriggio di lavoro si concluderà con la proiezione di un film all’Espocentro sul quale i giovani critici sperimenteranno il loro ormai allenato mestiere di giornalista cinematografico.

François Truffaut diceva che ognuno ha due mestieri: il proprio e quello di critico cinematografico. Ancora oggi credo che sia importante che chiunque (e in particolare un giovane critico) sviluppi un punto di vista personale riguardo a ciò che percepisce. Avere un punto di vista da difendere con delle argomentazioni sensate permette spesso in seguito di costruirsi una visione del mondo, di conoscere ciò che si ama e di essere così positivamente in conflitto con il pensiero omogeneizzante della società.

Filippo Demarchi

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