Castellinaria 2013 (1) / Lilet – Never happened : “Tutti sono interessati al mio corpo, ma nessuno ai miei pensieri”

Affiche LiletIl regista Jacco Groen si trova nelle filippine a girare un documentario quando sente parlare di una ragazzina tredicenne molto richiesta nel campo della prostituzione. Il regista decide di intervistarla e quest’ultima gli rivela la triste verità racchiusa nella frase iniziale. Questa citazione e la futura scomparsa della ragazzina hanno inciso un messaggio talmente forte nella mente di Jacco Groen, che l’hanno convinto a girare il film Lilet di sua spontanea volontà. Le riprese sono durate tre anni, dal momento che il capitale necessario non era sufficiente per portare a termine le riprese e veniva raccolto man mano dal regista stesso.

È buio. Ci troviamo in un vicolo di Manila, città filippina, una piccola figura femminile occupa la scena. Si comporta come una prostituta a caccia di clienti, ma si notano i tratti giovanili e la statura da bambina. Si presenta a dei ragazzini con il nome di Biancaneve e prosegue sicura di sé, convinta di quello che fa. Come se per lei la prostituzione, i furti e le menzogne fossero un innocuo gioco.

Lilet è la protagonista del film e al tempo stesso un’ignara vittima del mondo degli abusi sessuali. Da quando è nata, la madre e il patrigno hanno sempre trattato il corpo della ragazzina come un oggetto da usare per sostenere economicamente la famiglia. I due le hanno insegnato a fare il mestiere più vecchio del mondo e a mai fare qualcosa senza essere pagata.

Per riuscire a sopportare questa vita di sottomissione, Lilet, cerca di trasformala in una fiaba, facendo finta di essere Biancaneve. Come Biancaneve anche lei ha ricevuto la sua mela avvelenata da parte della famiglia; ma per sanarsi da questo veleno non basta il semplice bacio del principe azzurro. Lei vive da sempre in questa illusione e vede come unica via di scampo, la possibilità di uscirne nelle vesti di una famosa modella.

Un’assistente sociale inglese, s’intromette nella sua vita cercando di capirla per poterla salvare dalla sua difficile situazione. Lilet è furba ed anche intelligente. Si prende gioco dell’assistente sociale raccontandole un sacco di menzogne, e schivando le questioni che la toccano da vicino. Questa scena conferma che la ragazzina è molto sicura di sé e non vuole intromissioni nella propria vita. Con il forte carattere della protagonista il regista ha voluto dimostrare la condizione delle persone intrappolate in questa rete, e la conseguente difficoltà nel cambiarle.

Un film ricco di dettagli, simboli e amare verità, nascoste dietro quella faccia sorridente e quegli occhi penetranti di Lilet.

Davide Ferrari, 17 anni, Scuola cantonale grigione (BKS)

Davide Ferrari

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