12 anni schiavo (Steve McQueen) – Anni perduti?

SaeAung_SuthidaSolomon Northup è un uomo libero, almeno fino a quando la sua vita cambierà traumaticamente. Da un giorno all’altro si ritrova in un altro Stato, costretto a rifiutare il proprio nome, la propria dignità e soprattutto il proprio essere per sopravvivere.  Ma lui non vuole sopravvivere, Solomon vuole vivere. E proprio con questo pensiero, lotterà fino alla fine per cercare di tornare a casa e affermare il suo essere: un uomo libero. In questi 12 anni Solomon verrà comprato, venduto, frustrato e sfruttato insieme ad altri schiavi, e tutto questo per colpa del colore della loro pelle.

Il regista Steve McQueen è riuscito a farci assaporare la dura verità di quegli anni, grazie a scene fortemente credibili ed emozionanti, alternate con scene di paesaggio e tramonti ammirevoli. Il ritmo lento al punto giusto e la musica erano adatti in quanto creavano un’atmosfera tormentata che richiama lo stato d’animo del protagonista, favorendo l’empatia nei suoi confronti. Alla fine, una toccante conclusione ci ha permesso di riflettere: questi 12 anni sono stati sprecati?

Inutile dire che il film mi è piaciuto molto, non solo per l’interpretazione dei singoli attori ma per lo sguardo d’insieme: la regia, la colonna sonora, la scenografia… Dopotutto non ha vinto un premio Oscar per niente!

Suthida SaeAung, Scuola Cantonale di Commercio di Bellinzona, 18 anni

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