The Grand Budapest Hotel – Un parallelismo inscindibile

Troillo_Laura“The Grand Budapest Hotel” è un film del 2014 diretto dal regista americano Wes Anderson. La trama narra la storia del portinaio del suddetto hotel, Gustave H., che si affeziona particolarmente a uno dei suoi garzoni, Zero Moustafa, il quale diventerà il suo fidato aiutante.

La guerra, sembra far da cornice alla storia, durante l’intero film, ma si rivelerà fondamentale per lo svolgimento degli eventi finali.

I pilastri che reggono la vicenda sono rappresentati da una serie di analessi dalle quali la vicenda viene assorbita. Quest’ultima ha inizio con la morte di una delle amiche più importanti di Gustave, il quale riceverà in eredità la preziosa tela “Ragazzo con mela”, che Gustave e Zero saranno costretti a rubare poiché ostacolati da uno degli eredi della donna defunta. Il regista ci presenta l’intera evoluzione della vita di Zero, che dopo la morte di Gustave, erediterà il Grand Budapest Hotel.

Un dettaglio a mio avviso non trascurabile è l’uso che Anderson fa dei colori. Quando la storia, raccontata attraverso un’analessi, è ambientata ai tempi in cui Gustave è ancora vivo si gioca su colori considerevolmente accesi e caldi, particolare sottolineato dalla presenza delle scatole colorate dei dolcetti Mendl’s. Al contrario, quando le vicende si svolgono in un’epoca successiva, i colori sono spenti, come a rievocare la morte di un uomo che farà avvertire la sua influenza anche in futuro. Con questa decisione il regista vuole enfatizzare l’importanza che rivestiva Gustave, capace di colorare il mondo circostante con la sua personalità unica. Nel momento della sua morte invece, tutti i colori svaniscono e predomina il bianco e nero, come a voler rappresentare un momento di culmine del declino della storia, quasi un anti-climax.

Penso che “The Grand Budapest Hotel” sia un film molto bello, che gioca su colori e tempi diversi tra loro, quasi a creare un indistinto parallelismo tra questi due elementi, così diversi tra loro ma al contempo inscindibili.

Laura Troilo, Scuola di commercio di Bellinzona, 20 anni

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