The Grand Budapest Hotel – Un velo di drammaticità nella sua comicità

Lena_BoscoloNello sgargiatee stravagante Grand Budapest Hotel dell’immaginaria Repubblica di Zubrowka lavora il signor Gustav H, il gestore dell’ Hotel. Egli è molto apprezzato dalle vedove e ricche signore, tant’è che una di queste, Madame D., pazzamente innamorata del signor Gustav H, alla sua morte gli lascia in eredità un quadro dal valore inestimabile. Si scatenano così le ire furenti dei famigliari di Madam D. e di conseguenza Gustav H, assieme al suo fidato ed efficacie lobby boy Zero Moustafa e la fidanzata di Zero Aghata, deve fuggire ai famigliari adirati, cercando di proteggere l’eredità che gli aspetta di diritto.

Wes Anderson, come nel suo stile, ci propone una vicenda stravagante in cui incontriamo personaggi alquanto bizzarri, con caratteristiche particolari e molto esagerate, che ci coinvolgono in una storia comica e leggermente surreale, la quale oltre che strapparci una qualche buona risata, nasconde un velo di drammaticità nella sua comicità. Come la violenza usata dai famigliari di Madame D. per bloccare la fuga del signor Gustav H., le ingiustizie che quest’ultimo deve sopportare o i blocchi alle frontiere forzati da poliziotti senza scrupoli.

The Grand Budapest Hotel é un film molto apprezzabile, che con la sua ironia ci trascina in un mondo fantastico in cui ridere della surrealtà è spontaneo, e riflettere sulla realtà è lecito.

Lena Boscolo, Liceo cantonale di Bellinzona, 17 anni

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