The Grand Budapest Hotel – Una colorata avventura

The Grand Budapest HotelThe Grand Budapest Hotel è un film recentissimo diretto e co-prodotto da Wes Anderson (sceneggiatore, regista e produttore cinematografico statunitense), ispirato alle opere di Stefan Zweig (scrittore, giornalista, drammaturgo e poeta austriaco naturalizzato britannico).

Gustave, possessore del lussuoso e rinomato Grand Budapest Hotel, situato in un paesaggio alpino dell’immaginaria Repubblica di Zubrowka, è un galantuomo stimato da molta gente, amante della poesia e delle anziane e ricche signore ospiti del suo hotel. Questo eccentrico personaggio fa la conoscenza di Zero, un giovane di origini straniere, assunto come garzoncello nel leggendario hotel. La vita di Gustave si fa più accesa quando la sua amata viene assassinata; a costui viene lasciato in eredità un quadro dal valore inestimabile per il quale il figlio della defunta è disposto a fare qualsiasi cosa. Così, Monsieur Gustave e Zero, diventeranno complici in una coloratissima avventura, durante la quale il gestore dell’hotel passerà del tempo rinchiuso in cella, si assisterà a degli omicidi, l’hotel sarà costretto a tirare avanti senza gli ordini di Gustave,…

Con questa trama vengono toccati diversi aspetti: si parla della guerra che era in corso in quegli anni, di quanto fosse difficile per un ragazzo straniero come Zero rimanere al sicuro; ma il messaggio di questo film credo sia la forza e la determinazione che portano la gente a compiere grandi imprese: Zero inizia lavorando come garzoncello, lavoro molto umile, ma con determinazione, serietà ed impegno riesce a guadagnarsi le attenzioni, il rispetto e la fiducia del suo “padrone” Gustave. Il tema della determinazione appare anche durante il periodo di prigionia vissuto da Gustave: anche in questo caso l’impegno e l’ingegno dei prigionieri permette loro di riconquistare nuovamente la libertà. Un grande pregio dei due personaggi principali della storia è il coraggio, essi non temono nulla, sono disposti a dare e fare qualsiasi cosa per raggiungere il loro obiettivo. Viene anche rappresentata l’avidità umana in diverse scene: inizialmente mostrando Gustave che frequenta signore ormai al fine della loro vita unicamente per trarre un guadagno, un altro momento in cui viene fatto emergere questo aspetto è dopo la morte dell’amata di Gustave, in questo momento si presentano numerosissimi amici, parenti e conoscenti con la speranza che la defunta avesse pensato anche a loro scrivendo il testamento.

L’atmosfera che incornicia questa avvincente vicenda è molto magica e suggestiva: un lussuoso hotel in cui soggiornano eleganti uomini e signore dell’inizio Novecento, circondato da alte montagne innevate. Le immagini sono colorate, caratterizzate da una particolare scenografia e luminosità simile a quella che ritroviamo nei film per ragazzi e bambini. Il regista decide di caricaturare i personaggi: la vecchia signora ha un aspetto decrepito, i prigionieri hanno il volto ricoperto da cicatrici, la pasticcera ha un’enorme voglia che le ricopre quasi tutta la guancia… Questa scelta conferisce all’avventura (a tratti tragica) uno sfondo comico, surreale e fiabesco; infatti in certi momenti lo spettatore potrebbe avere l’impressione di assistere ad un film per un giovane pubblico, invece il linguaggio è qualche volta volgare, vi sono scene di omicidi, e la trama è un intrecciarsi di personaggi, storie e avvenimenti che rendono complicata la vicenda, non è quindi molto leggero e semplice da seguire.

Vi è una netta distinzione fra i buoni e i cattivi, tale distinzione è deducibile anche dalla rappresentazione fisica dei personaggi: l’assassino (che si scoprirà essere il figlio stesso della defunta) ha un aspetto molto viscido, pallido e misterioso, la pasticcera complice di Gustave e Zero ha un viso dolce e simpatico,… Gustave è un personaggio che inizialmente facciamo fatica ad associare al ruolo di buono o di cattivo: come possiamo definire un amante delle ricche donne che dimostrano avere una ventina d’anni in più di lui? È evidente che stia solo aspettando che esse lascino il loro patrimonio nelle sue mani. Gustave è egocentrico, ricco e misterioso. Ma nello stesso tempo ha un cuore tenero, che lo porta a svolgere quasi il ruolo di padre nei confronti del giovane Zero. Sono numerose le scene d’inseguimento, che conferiscono un ulteriore, nota di comicità e di divertimento alla pellicola.

In conclusione The Grand Budapest Hotel è un film avventuroso, magico e a tratti comico, che ci fa tornare negli eleganti ambienti dell’inizio del ventesimo secolo, ci fa capire quanto è cambiato da allora, e ci fa riflettere su diversi valori.

Laura Laffranchi, Liceo cantonale di Bellinzona, 17 anni
Laura Laffranchi

Advertisements
This entry was posted in TGC Ticino. Bookmark the permalink.

Laisser un commentaire

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Changer )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Changer )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Changer )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Changer )

Connecting to %s