The Grand Budapest Hotel – Una famiglia d’avvoltoi

The Grand Budapest Hotel_Brody

The Grand Budapest Hotel è un film diretto da Wes Anderson ed è ispirato alle opere di Stefan Zweig. Il film è ambientato nella repubblica immaginaria di Zubrowka, che si potrebbe situare sulle Alpi. In questa regione si trova un rinomato hotel, il Grand Hotel Budapest, che fa da cornice al fulcro della storia.

La storia inizia con Moustafa, un vecchio uomo solo, che si reca a questo hotel e incontra uno scrittore, al quale racconta il suo passato. Il suo racconto consiste nella storia principale del film, infatti il film è composto da tre livelli di storia: una ragazza legge un libro, “Grand Hotel Budapest”, in cui sono narrate le vicende di Moustafa, un vecchio che, a sua volta, racconta parte della sua vita allo scrittore.

La storia narra di un allievo e di un maestro, ma non è la tipica storia d’iniziazione, dato che M. Gustave è una persona alquanto particolare e non rappresenta il modello di maestro.

Moustafa, l’allievo, è un ragazzo che viene dall’est in cerca di lavoro. Questo duo è abbastanza comico e si ritrova a dover incassare un’eredità di una signora alla quale M. Gustave faceva la corte. I parenti dell’anziana signora sono molto infastiditi dal fatto che lei abbia lasciato un quadro di grandissimo valore a Monsieur Gustave, mentre a loro ha lasciato solo le briciole. La famiglia per questo motivo fa di tutto per rivendicare questo quadro e prova ad incastrare M. Gustave.

I colori nelle inquadrature sono molto importanti: ci sono delle scene con colori molto accesi, mentre altre in bianco e nero o con colori cupi e questo probabilmente per indicare i sentimenti che provano i personaggi.

Con questo film Wes Anderson fa una critica alla cultura d’oggi: ci mostra come i parenti, nonostante non siano vicini in vita, al momento della morte vengono come degli avvoltoi per l’eredità, poiché la voglia di arricchirsi prevale sulla moralità e i parenti sono pronti a fare di tutto per aver l’eredità che non meritano.

Per concludere, devo ammettere che questo film mi è piaciuto molto, poiché riesce ad intrattenere e a far ridere, ma anche a farci riflettere su certi problemi della società odierna, cosa che non molti film riescono a fare e per questo motivo consiglio a tutti di andare a vederlo.

Mirko Rizzello, scuola cantonale di commercio di Bellinzona, 18 anni

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