The Grand Budapest Hotel – Una favola per adulti

Camilla SabbadiniUna favola. Ma per adulti. Ecco la prima cosa che mi è venuta in mente dopo aver visto The Gran Budapest Hotel. Il film, diretto e co-prodotto da Wes Anderson e ispirato alle opere di Stefan Zweig, narra le vicende legate al Gran Budapest Hotel, un albergo situato nell’immaginaria Repubblica di Zubrowka e che ha come protagonisti il gestore Gustave H. e il suo giovane collaboratore Zero Moustafa, il quale di fatto funge da narratore in prima persona.

Gustave H. è un personaggio complesso; è intelligente, eccelso nel suo ruolo di gestore, fondamentalmente buono e con un debole per le clienti donne di una certa età che alloggiano all’hotel, che fa puntualmente cadere ai suoi piedi ma con cui intrattiene vere relazioni umane ricche di sentimenti. E si può dire che è proprio questa sua ultima caratteristica che scatena l’inizio dei curiosi avvenimenti narrati nel film.

Il film è raccontato come una fiaba ma le azioni dei protagonisti rimandano più al giallo. Tutto comincia con la morte di una ricca cliente del Budapest, che lascia tutta la sua eredità a Gustave H. E da qui cominceranno le singolari, tragicomiche ed esilaranti avventure dei due protagonisti, che cercheranno di difendersi dalla spietata famiglia dell’anziana defunta, disposti a tutto per ottenere i soldi da lei lasciati. Tra assassini, arresti, folli discese in sci, romanticismo, comicità e un’amicizia vera, lo spettatore viene coinvolto dall’inizio alla fine in questo racconto tanto assurdo quanto ricco di realismo.

Colori accesi, scenografie e costumi variopinti e una fotografia fiabesca riescono a ricreare in modo eccezionale quella sorta di dimensione quasi magica di cui l’intero film si avvale. Il cast comprende molti nomi di spessore, per citarne alcuni Ralph Fiennes, Saoirse Ronan, Tilda Swinton, Willem Dafoe e Jude Law. La maggior parte di loro, escludendo quelli dei due protagonisti, ricopre ruoli piuttosto marginali, che essendo molto caricaturizzati e con poche sfumature non mettono in luce le vere qualità degli attori. Un film un po’ diverso insomma, ma che vale sicuramente la pena di essere visto!

Camilla Sabbadini, Liceo cantonale di Bellinzona, 17 anni

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