Festival de Locarno (2) CREEP, Patrick Brice : Un mix vincente di comicità e horror (Hors compétition)

Creep

”1’000 dollari per un giorno di riprese, discrezione apprezzata” è l’annuncio che Aaron trova su internet, e che lo porterà a conoscere Josef, colui che ha scritto l’annuncio, in una cascina sperduta in montagna.

Josef è un uomo affettuoso ma particolare. Aaron, inizialmente indeciso ed impaurito, con il passare delle ore inizierà a preoccuparsi sempre di più di questa “particolarità”, esattamente in modo proporzionale all’affezionamento sempre più grande di Josef nei suoi confronti.

Creep è una sorta di mockumentary, ovvero una registrazione (ovviamente) finta “spacciata” per vera, con delle declinazioni, in questo caso, da una parte comico-demenziali, e dall’altra tendenzialmente horror. Quello che si vede sullo schermo è ciò che Aaron ha filmato con la propria telecamera, prima nella cascina di Josef, e poi nei giorni successivi, usandola come una sorta di diario personale, prima per Josef, come il lavoro richiedeva, e per se stesso poi.

Ne risulta un prodotto fresco e divertente, che non può lasciare indifferente lo spettatore: fisiologicamente poche cose attivano il nostro corpo quanto se non che una grasse risate od degli spaventi improvvisi, e per questo motivo si può dire che il film  riesce perfettamente nell’obiettivo a cui mira.

Durante tutto il film lo spettatore è catapultato in un mondo, in cui in ogni secondo non sa se aspettarsi qualcosa di divertente oppure qualcosa di spaventoso. Va però specificato che non c’è praticamente mai tensione nel film, difatti tutti gli spaventi causati allo spettatore sono generati dal trucco più vecchio (e di basso livello) che il cinema conosca: un movimento veloce di macchina, misto ad un movimento di personaggi od oggetti che entrano ed escono dall’inquadratura, misti accompagnati da un suono ad alto volume. Se questo fosse un horror, questo tipo di spavento non andrebbe premiato; al contrario, è un metodo che non richiede né sforzo, né una minima ricerca di tensione, per cui va criticato negativamente. Ma in questo caso non è un horror, e non è di sicuro un prodotto comune: in questo specifico caso, questo metodo, grezzo e (fin troppo) facile di mettere paura, è quanto di più azzeccato possa esistere. Infatti lo spettatore si ritrova in un misto di emozioni divertite e spaventate, ed il sapere che lo spavento sta per arrivare, ed al contempo di non poter fare praticamente nulla per evitarlo, rende il tutto ancor più divertente. Che questo fosse voluto dall’accoppiata regista-sceneggiatore (Patrick Brice e Mark Duplass al loro primo film insieme) non ci è dato saperlo, ma è del tutto ininfluente, perché il risultato è un’accoppiata vincente (d’altronde anche la comicità non è particolarmente ricercata, essendo più una demenzialità non-sense, tipica di prodotti più recenti, come l’eccellente Wrong Cops di Quentin Dupieux, applaudito l’anno scorso, sempre a Locarno)
. Questo potrebbe essere forse il prodotto più interessante dell’anno per chi ha voglia di ridere con gli amici e, forse soprattutto, degli amici.

Yari Grossi, Università di Milano, 22 anni

Advertisements
This entry was posted in TGC Ticino. Bookmark the permalink.

Laisser un commentaire

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Changer )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Changer )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Changer )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Changer )

Connecting to %s