Festival de Locarno (15) SILS MARIA, Olivier Assayas – Il confine tra finzione e realtà (Piazza Grande)

Sils_Maria

Le luci della ribalta si accendono e gli attori non sono più se stessi, ma diventano, altri personaggi che si riferiscono ad altre vite diverse dalle loro.

Nessuno sa cosa deve fare un attore per entrare nella sua parte. Per nessuno è facile, ma per nessuno è così difficile come per Maria Enders, attrice teatrale di fama mondiale.

Lei è diventata famosa a diciotto anni grazie alla parte di Sigrid, una ragazza che seduce una donna di quarant’anni portandola al suicidio. A Maria giunge la proposta di rifare questa pièce teatrale, ma nei panni di Helena, la donna sedotta. Lei non riesce ad incarnare questa parte, perché tutta la vita ha visto se stessa come la ragazza che rappresenta Sigrid. Tra i maestosi panorami delle alpi svizzere, e con l’aiuto della sua assistente/amica/manager, Maria proverà a entrare in questa parte, ma proverà anche a capire chi è lei stessa.

Interpretata splendidamente dalla fantastica Juliette Binoche, la quale è stata pure fonte d’ispirazione per regista Assayas che ha scritto il film per lei, il personaggio di Maria Enders fa riflettere su come una persona, nel corso della vita, cambi e capisce che, delle cose che prima magari a noi non andavano bene, adesso invece sembrano fatte apposta per noi.

L’attrice spicca in particolare nelle scene in cui prova le battute del copione per la parte di Helena, con l’aiuto dell’assistente. Queste scene sono particolari perché quando ci sono dei discorsi tra Sigrid e Helena, sembra quasi che quelle battute in realtà appartengano ai due personaggi “reali”, e non si capisce fino a che punto le battute provengano dal libro e fino a quale, invece, provengano direttamente dai personaggi reali. Sembra quasi che il libro rispecchi la realtà, difatti molti degli eventi che capitano nel libro, capitano anche nella realtà.

Nel film si percepisce una sfumatura di critica nei confronti del mondo dello spettacolo di oggi, soprattutto quando si parla dei film e delle parti che gli attori sono costretti a interpretare ai giorni nostri, le quali sembrano banali, quasi ridicole.

 Tanja Stanojevic, 19 anni, scuola cantonale di commercio di Bellinzona

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