Fuori Mira, di Erik Bernasconi – Pallottole ticinesi

Una tranquilla mattinata estiva in un quartiere ticinese, con un sole che scioglierebbe il più freddo dei killer. Degli spari silenziosi feriscono un giovane di colore che annaffia i fiori in terrazza. Il giovane è preso dal panico e viene trasportato in ospedale, con lo stupore degli abitanti del quartiere. Subito comincia un’indagine di polizia volta a trovare il cecchino. Questo avvenimento scatenerà una serie di episodi che piano piano degenerano in violenze e odio razziale da parte degli abitanti locali.

La trama è originale, ricca di avvenimenti inaspettati, alcuni talmente inverosimili da mettersi le mani nei capelli (per esempio l’episodio nel quale dei bambini giocano con armi vere e cariche!), altri invece di un grande realismo. Essa è composta da diverse piccole vicende che alla fine si congiungeranno. Ma l’evento su cui si basa l’intero lungometraggio è la sparatoria iniziale, un fatto fuori dall’ordinario nell’ambiente svizzero italiano. Tutto ciò dà un tocco di originalità alla trama, perché di cecchinaggi in Ticino non se ne vedono molti!

Delle ottime inquadrature con colori caldi e vivaci caratterizzano la pellicola, ambientata, sia all’interno che all’esterno, esclusivamente in un tranquillo e sonnolento quartiere ticinese (anche se in realtà il film è girato in Italia), e questo rende l’atmosfera ancora più realistica, essendo molto vicina al nostro piccolo immaginario ticinese.

Fuori mira è un’opera originale, con un buon cast (tra cui qualche nome noto), riprese molto realistiche e una trama imprevedibile, soprattutto nel finale. L’ottima regia di Erik Bernasconi e le interpretazioni molto credibili da parte del cast fanno di questo un film diverso dal solito. Fa sempre piacere vedere un bel risultato in qualcosa di “nostrano”, in qualcosa che assomiglia a un lungometraggio hollywoodiano in quanto a trama, ma si differenzia da esso per lo stile un po’ meno romanzato e con i piedi per terra.

Francesco Carcaterra

Francesco_Carcaterra

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