Fuori Mira, di Erik Bernasconi – Un giallo alla ticinese

Fuori Mira, un film svizzero con la vena di un thriller americano.

Germain, un uomo di colore che vive in un tranquillo paesino svizzero, diventa improvvisamente bersaglio di un cecchino. In paese si scatena il panico, tutti si chiedono quale possa essere l’identità del « killer » misterioso.

Nel momento in cui la tranquillità del piccolo paesino viene scossa, sembra che la vera natura di ogni personaggio, che fino ad allora era nascosta, venga piano a piano in superficie.

Fin dalle prime scene del film, si nota come il regista Erik Bernasconi voglia mettere in risalto l’aspetto raziale della società odierna. Attraverso buone inquadrature e battute azzeccate, il regista riesce a far trasudare i pregiudizi di ogni concittadino nei confronti di Germain e dei suoi connazionali.

Fino alla conclusione del film il regista riesce a tenere col fiato sospeso gli spettatori, facendoli ragionare su chi possa essere il cecchino.

Guardando questo lungometraggio non si può fare a meno di pensare a quanto la società svizzera sia ancora mentalmente chiusa, ed è proprio questo il tema centrale di Fuori mira. Il film fa riflettere, da un lato, sulla dura vita degli stranieri in Ticino, ma dall’altro lato anche sugli sforzi di adattamento che devono fare gli svizzeri convivendo con loro.

Anche se nella parte centrale alcune scene erano forse un po’ troppo lunghe e noiose, altre un po’ “esagerate” e, forse, tralasciabili in funzione del senso del film (come ad esempio l’interrogatorio nel bar). Anche se il sonoro e la capacità di recitazione di alcuni personaggi facevano percepire che comunque si trattava di un film svizzero, ho trovato Fuori mira un film molto intrigante e ben strutturato.

Un film non banale, grazie ai colpi di scena finali. Complessivamente, considerando che è un film di produzione ticinese e che non disponeva di un budget elevato, si tratta di un film interessante.

Andrea Paganessi
Andrea

 

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