BOYHOOD, di Richard Linklater – Un vero successo!

Girato in America, Boyhood racconta la vita di un giovane ragazzo di nome Mason, dalla sua infanzia fino alla sua adolescenza.
Mason vive con la madre divorziata e con una sorella, Samantha, di qualche anno più grande. I due fratelli non vedono il padre da un anno e mezzo.
A causa delle difficili relazioni della madre con alcuni uomini, la famiglia è costretta a traslocare parecchie volte e di conseguenza Mason e Samantha devono trovare un modo per integrarsi nelle nuove città e farsi dei nuovi amici. L’unico vantaggio di uno dei tanti traslochi è che i due fratellini ritrovano il padre e instaurano con lui un rapporto molto più solido.
Il film viene girato in soli 39 giorni ma nel corso di 12 anni. Un aspetto che mi ha molto affascinata, legato alla scelta del regista Richard Linklater, è la reale evoluzione dei personaggi. Mason, un bimbo pensieroso il cui unico desiderio è vivere e divertirsi, negli anni si trasforma in un ometto pronto ad affrontare tutte le bellezze e le difficoltà che la vita gli offre. Egli crescerà a fianco di sua sorella. Inizialmente i due non hanno un buon rapporto, come spesso accade tra fratelli, ma durante il film il rapporto cambia, si approfondisce e migliora.
Un’altra evoluzione molto significativa e interessante è quella subita dal padre: inizialmente è un giovane uomo inesperto sulla trentina che evidentemente non è pronto ad assumere il suo ruolo di genitore. Con il passare del tempo capisce che se non trova un modo per riallacciare i rapporti con i suoi figli li perderà per sempre, dunque inizia ad andare a trovarli regolarmente e a occuparsi di loro. Così da un uomo poco serio con molta voglia di divertirsi si trasforma in un uomo responsabile: alla fine del film si risposa con una donna affidabile e avrà un altro figlio. I personaggi del film sono stati interpretati tutti da abili attori che riescono a far emozionare gli spettatori e permettono loro di immedesimarsi nel film.
Inizialmente non apprezzavo il fatto che il regista, con il passare degli anni, non specificasse l’anno in cui i personaggi si trovano. Solo alla fine ho capito che la scelta dell’autore ha un fine ben specifico: vuole attirare l’attenzione del pubblico sulle piccolezze come ad esempio il cambiamento dello stile di vestirsi dei personaggi, i nuovi tagli di capelli, i nuovi modelli di auto, le nuove tecnologie eccetera.
Boyhood è un film per cui vale veramente la pena di spendere 163 minuti. Ammetto che inizialmente mi spaventava quasi l’idea di andare a vedere un film così lungo il cui tema era semplicemente la crescita di un normale ragazzo americano. Solo dopo averlo visto ho capito che mi sbagliavo: è un film che, malgrado la sua lunghezza, intriga ed emoziona dall’inizio alla fine. Trovo che la vita del protagonista rispecchi quella di molti giovani, vogliosi di fare nuove esperienze e di innamorarsi e pronti ad affrontare ogni delusione.

Mélanie Arizzoli

Scuola Cantonale di Commercio Bellinzona, Classe III

melanie

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