HIPPOCRATE di Thomas Lilti: IL MITO DEL MEDICO

Il regista francese Thomas Lilti ci racconta la storia di Benjamin, un ragazzo ventitreenne che sta iniziando il suo internato in geriatria, nel reparto di cui il padre è il direttore. Nello stesso momento inizia il suo internato, nello stesso reparto, il medico algerino Abdel, che possiede già diversi anni di esperienza.

Sin da subito ci viene mostrato un ospedale in decadenza, dove i medici mettono se stessi e il loro ego davanti al bene dei pazienti. L’ospedale è senza finanziamenti, non ci sono le attrezzature adatte, gli errori dei medici vengono occultati a scapito dei pazienti.
In questa costante decadenza l’unico che cerca di migliorare le cose è Abdel: egli fa del bene dei suoi pazienti il suo interesse principale, combattendo a tale scopo.
Questo suo fare viene però recepito negativamente dalla comunità ospedaliera,
tanto che l’algerino si troverà a scontrarsi spesso con i suoi colleghi: egli rinfaccia loro il disinteresse nei confronti dei pazienti e l’egoismo dettato dall’orgoglio.

Abdel riuscirà, però, ad aprire gli occhi a Benjamin e renderlo consapevole della situazione in cui si trova l’ospedale. Quest’ultimo si rivolterà in maniera violenta contro l’istituzione e spingerà i suoi colleghi a confrontarsi sia fra di loro sia con i superiori, responsabili dei finanziamenti.

La scelta del nome Hippocrate è oltremodo interessante; infatti, a mio parere, vuole suggerire che il medico vero, quello che sottoscrive e rispetta il giuramento di Ippocrate, oggi non è altro che un mito, una memoria storica.

Nel suo essere crudo e diretto il film mostra una dura realtà. Non vengono usate luci particolari, trucchi o altri effetti; il tutto è girato in un vero ospedale senza particolari modifiche: possiede un carattere, quasi, documentaristico.
Tanto reale da lasciarci senza risposte. Hippocrate mostra un progressivo decadimento fino a un punto che potrebbe essere di svolta, ma se questo punto sia davvero di svolta o meno non lo sapremo mai, perché Lilti decide di non rivelarcelo, terminando il film con la domanda in sospeso.

Laura Monte

Liceo di Bellinzona, 18 anni

laura

Advertisements
This entry was posted in TGC Ticino. Bookmark the permalink.

Laisser un commentaire

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Changer )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Changer )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Changer )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Changer )

Connecting to %s