Un’esperienza divertente che insegna

Purtroppo quest’anno, per scarsità d’iscritti, il corso facoltativo d’introduzione al cinema della Scuola Ccantonale di Commercio non è partito. Nonostante questo, la professoressa Manuela Moretti ha radunato un bel gruppetto di ragazzi appassionati di cinema e si è deciso di provare a partecipare all’Atelier “Si gira!” di Castellinaria. Già l’anno scorso ho partecipato a questo Atelier organizzato apposta per noi giovani e mi è piaciuta talmente tanto l’esperienza che ho deciso di rifarla quest’anno.

Con un esperto del cinema, Adriano Schrade, abbiamo iniziato a discutere dell tema proposto dell’Atelier: l’amore impossibile. Sono emerse belle idee e alla fine abbiamo deciso di concentrarci sul tema dell’amore impossibile verso se stessi, un tema duro e particolare ma non volevamo correre il rischio finire sui cliché. Dopo alcune settimane di lavoro abbiamo definito una storia che poi abbiamo scritto sottoforma di sceneggiatura, sempre con l’aiuto di Adriano e della professoressa Moretti.

Finalmente è arrivato il giorno tanto atteso in cui si è messo in pratica tutto quello che avevamo preparato nei mesi precedenti. Il mercoledì di Castellinaria ci siamo ritrovati tutti all’Espocentro, pronti a girare il nostro cortometraggio. Abbiamo iniziato definendo quali scene volevamo girare prima e quali dopo. Le varie attrezzature erano messe a disposizione dall’associazione REC, di cui fa parte Adriano. Dopo aver fatto fronte a un piccolo problema organizzativo, ci siamo divisi i ruoli e abbiamo cominciato a lavorare.
Il mio ruolo principale consisteva nel fare “ciak” per ogni scena e quindi ero denominata la ciakista. Nelle inquadrature dei dettagli però il ciak non andava bene perché era troppo grande per entrare in campo, quindi sono stata incaricata di preparare dei mini ciak. Oltre a ciò mi alternavo con un altro ragazzo che faceva il fotografo del backstage. Mi è piaciuto impersonare entrambi i ruoli.

Devo dire che sono rimasta piuttosto contenta della bella esperienza dell’Atelier che, per la seconda volta, è stato al livello delle mie aspettative e ha saputo insegnarmi varie cose, come per esempio creare un mini ciak per le riprese sui dettagli. Inoltre durante le riprese ci ha raggiunto una giornalista di RETE TRE che ha intervistato alcuni di noi per il programma Baobab. Alle 17 della stessa giornata è stata una soddisfazione sentirci alla radio mentre parlavamo dell’Atelier.

Apprezzo questo genere di attività che Castellinaria propone a noi giovani e mi piacerebbe che diventasse un appuntamento da ripetere tutti gli anni!

Suthida At

Scuola Cantonale di commercio , Bellinzona, Classe IV

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