Castellinaria – Deux jours, une nuit (Dardenne): una giovane donna e la sua lotta contro il tempo

Deux jours, une nuit (“due giorni e una notte”) è un film del 2014 scritto, diretto e prodotto da Jean-Pierre e Luc Dardenne; la protagonista del film è interpretata da Marion Cotillard. Questa recentissima pellicola ha partecipato in concorso alla sesantasettesima edizione del Festival di Cannes.

La trama del film è semplice: Sandra, madre di due bambini, dopo essere uscita da un intenso e duro periodo di depressione, vuole tornare a dedicarsi all’attività della quale si occupava prima di ammalarsi. Ma durante il suo periodo di assenza, il proprietario della fabbrica ha deciso di riorganizzare la distribuzione del lavoro fra i dipendenti e ha proposto loro un bonus di 1000 euro a condizione di poter licenziare Sandra. Tutti gli operai della fabbrica di pannelli solari hanno quindi dovuto esprimere la loro opinione a proposito della proposta del capo. L’esito della prima votazione dimostra che i dipendenti sono ampiamente a favore del bonus. Sandra si ritrova dunque disoccupata ma con una famiglia di quattro persone da mantenere. Fortunatamente Juliette, una sua amica, riesce a ottenere di ripetere la votazione, sostenendo che il capo dello stabilimento abbia influenzato la prima,perché contrario al rientro di Sandra. La protagonista ha quindi a disposizione solamente due giorni e una notte per convincere la maggioranze dei suoi colleghi a cambiare idea. La donna inizia a vagare per le strade della città e della periferia dove abitano i suoi ex colleghi e bussa alle loro porte con il disperato intento di parlare con loro e cercare di convincerli a rinunciare al bonus, al fine di permetterle di lavorare nuovamente nella fabbrica. Così Sandra trascorre due intense giornate all’insegna di conversazioni umilianti, parole di speranza ma soprattutto di delusione che urtano il suo animo, già reso fragile dalla malattia.

Il film è ambientato in una cittadina del Belgio: Seraing. La lingua originale della pellicola è il francese. Durante il lungometraggio è possibile osservare le diverse vite, culture, abitazioni e famiglie di tutti i dipendenti di un’unica fabbrica. Gli ambienti che fanno da sfondo alla vicenda appartengono al mondo industriale e a quello periferico; sono frequenti le scene girate nella casa della protagonista, sull’uscio delle abitazioni dei dipendenti, e quelle a bordo della macchina o del bus che permettono a Sandra di raggiungere le case dei suoi colleghi. A mio parere questo film riesce molto bene a ritrarre l’epoca in cui viviamo, nella quale la disoccupazione risulta essere un problema molto sentito. L’opportunismo sembrerebbero dunque essere indispensabile per far fronte alla concorrenza immancabile nel mondo del lavoro odierno, dove i più deboli vengono emarginati facilmente. La vicenda presenta un interessante spunto di riflessione, mettendo in scena l’indecisione dei dipendenti nel compiere la scelta fra l’assunzione di Sandra e il bonus di 1000 euro.

La storia tocca anche il tema della malattia, nel caso della nostra protagonista si tratta di depressione. Credo che i registi siano riusciti bene a evidenziare, in diverse scene molto toccanti, quanto il malessere di una componente di una famiglia riesca quasi a demolire l’equilibrio fondamentale in ogni casa. Sono frequenti le scene in cui Sandra fa fuoriuscire la sua fragilità emotiva: lo spettatore la vede spesso piangere e ingoiare antidepressivi. Il marito della protagonista gioca un ruolo fondamentale in questa vicenda, infatti è proprio lui a insistere perché lei non si rassegni ad accettare ciò che il capo della fabbrica ha deciso, che la invita a battersi per riottenere il suo posto e che la convince che ci sia un’altra possibilità.

La storia, come dice il titolo, si svolge sull’arco di due giorni e una notte, che corrispondono al tempo che Sandra ha a disposizione per convincere i suoi colleghi a votare per lei. Vi è quindi una grande suspense che crea tensione nei personaggi e negli spettatori, i quali sono curiosi di sapere quale sarà l’esito definitivo della votazione.

Fra i numerosi messaggi che questo film è in grado di trasmettere quello sicuramente più esplicito è l’invito, rivolto a tutta la gente, a lottare per ottenere ciò che ha diritto di possedere, a non mollare subito, a mettersi in gioco e a cercare di non fermarsi davanti agli ostacoli. La vicenda insegna anche a combattere con umanità e a essere fieri di sé anche se si esce dalla lotta come vinti e non come vincitori.

Laura Laffranchi, 19 anni, Liceo di Bellinzona

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