Le dernier coup de marteau da Alix Delaporte: un universo di emozioni

coup de marteauLe dernier coup de marteau è un film drammatico francese del 2014, diretto da Alix Delaporte.

Il protagonista di questa vicenda è un ragazzo di quattordici anni, Victor, il quale vive con la madre malata di cancro in una comunità limitrofa a quella dei gitani. Victor conosce unicamente il nome e la professione di suo padre: Samuel Rovinski, un celebre direttore di orchestra. Il ragazzo viene a scoprire che il padre dirigerà la Sesta Sinfonia di Mahler proprio nella città vicino all’accampamento del protagonista, decide quindi di uscire dall’ombra e di mettersi in gioco per poter finalmente costruire un rapporto con il genitore.

Ho trovato che questo film abbia un carattere molto dolce, toccante, delicato e poetico. Sono numerose le scene di silenzio, dove protagonisti sono gli sguardi dei personaggi: da spettatrice ho provato delle emozioni molte profonde, nonostante non venga pronunciata nessuna parola. A questo proposito la regista afferma: “Nei miei film non ci sono molti dialoghi. Non è un obiettivo che mi sono posta, semplicemente avviene così. Non si tratta di silenzio ma piuttosto di un terreno vergine. Proprio come Victor che sta per diventare quattordicenne. Con lui volevo sentire l’assenza di un padre e la paura di perdere una madre. Volevo scoprire con lui la musica classica e immergerlo in un’orchestra nel mezzo delle prove. Ma quello che più mi interessava era portare questo ragazzo a provare la sua prima emozione artistica.”

Viene toccato il tema della malattia, infatti la madre di Victor, Nadia, ha un tumore. Il cattivo stato di salute della mamma del protagonista appare subito, senza che gli attori si servano di dialoghi, in una delle prime scene dove i due si tuffano nell’acqua e a Nadia cade la parrucca rivelando così una testa calva. Nella vicenda emerge il carattere altalenante e commuovente della relazione tra madre e figlio confrontati con la povertà e la malattia. La regista mette in luce la difficoltà di una madre malata nel crescere un figlio adolescente e nel prendere delle importanti decisioni da sola.

La vicenda assume un carattere poetico grazie alla scelta della regista di attribuire al padre la professione di direttore d’orchestra. In questo modo Victor ha la possibilità di immergersi nel mondo della musica, una realtà a lui sconosciuta prima di entrare in contatto con il padre.

Gli ambienti che fanno da cornice alla vicenda sono quelli di una città francese che si trova sulla costa Azzurra: Montpellier. Le scene vengono girate principalmente nella baracca in cui abita il protagonista (la quale è situata in prossimità di una spiaggia selvaggia) e all’interno dell’Opera di Montpellier, dove l’orchestra diretta da S. Rovinski prova la Sesta Sinfonia di Mahler.
Il film è intitolato Le dernier coup de marteau in riferimento all’ultimo tempo della Sesta Sinfonia, che S.Rovinski vuole dirigere all’Opera di Montpellier. Infatti il compositore inserisce due colpi di martelli, i quali simboleggiano il bussare del destino. Inizialmente, però, i colpi erano tre, G. Mahler decise di ridurli a due quando constatò che, dopo aver terminato la sua composizione, il destino portò immediatamente due disgrazie nella sua vita.

Le dernier coup de marteau, è dunque un film che, in maniera semplice e lineare, riesce a toccare e a mettere in scena in modo molto delicato e realistico diverse tematiche capaci di coinvolgere emotivamente lo spettatore.

Laura Laffranchi, 19 anni, Liceo di Bellinzona

Advertisements
This entry was posted in TGC Ticino. Bookmark the permalink.

Laisser un commentaire

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Changer )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Changer )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Changer )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Changer )

Connecting to %s