Gran Torino di Clint Eastwood

19022644.jpg-r_640_600-b_1_D6D6D6-f_jpg-q_x-xxyxxNo al razzismo, sì all’amicizia!

Ambientato nella Detroit che patisce la scomparsa delle case automobilistiche, Gran Torino inizia con il funerale di una donna, la moglie di Walt Kowalski. Quest’ultimo, interpretato da Clint Eastwood, ha sempre lavorato per la Ford e durante la guerra ha dovuto combattere in Corea. È molto tradizionalista, infatti lascia sventolare orgogliosamente la bandiera a stelle e strisce e crede ancora di essere negli anni ’50.. Walt ha due figli maschi che disprezza per come hanno cresciuto i figli e perché sa che lo vorrebbero portare in un ricovero. Dopo la morte della moglie, il prete lo va a trovare spesso, ma il protagonista lo respinge tutte le volte dicendo che non ha esperienza di fronte alle tragedie della vita. Malgrado il suo quartiere sia stato abbandonato dagli americani e sia ora popolato dagli asiatici, l’uomo non vuole lasciare la sua casa. Si capisce fin da subito che disprezza i suoi nuovi vicini e non ha problemi a chiamarli “musi gialli”. Quando poi il figlio di una di queste famiglie, Thao, cerca di rubargli l’unica cosa della quale sembra orgoglioso, la Ford Gran Torino, Walt sembra intenzionato a farsi giustizia da solo, utilizzando il fucile che aveva usato durante la guerra in Corea. Capisce presto però che Thao ha cercato di rubare la sua auto contro la sua volontà: il tentato furto era infatti una prova che una gang asiatica ha fatto fare al giovane contro la sua volontà per entrare a far parte della banda. I genitori del ragazzo vengono a sapere ciò che ha fatto e, siccome ha disonorato la famiglia, Thao è costretto a lavorare per Walt. Durante i giorni di lavoro il pensionato impara a conoscere il giovane e gli insegna come aggiustare le cose. Nello stesso tempo conosce anche la sorella dell’asiatico, Sue, che segna un punto di svolta nella storia: infatti Walt stringe ottimi rapporti con la ragazza e grazie a lei inizia a legare con tutto il quartiere, venendo a sapere che non sono coreani, ma Hmong (un popolo che vive tra la Cambogia, il Laos e il Vietnam). Il vecchio inizia a sviluppare un particolare sentimento nei confronti del giovane Hmong, facendosi carico dei suoi problemi e aiutandolo a entrare nel mondo dei grandi. Funge dunque da padre per il ragazzo.
Nonostante i vari provvedimenti di Walt, la gang continua a tormentare Thao e la sua famiglia. Una sera i componenti della banda cominciano a sparare alla casa del ragazzo, distruggendo molte cose. Stuprano e picchiano Sue, facendo imbestialire Walt. Quest’ultimo è costretto a prendere delle scelte molto importanti.
Il film mi è piaciuto moltissimo. I dialoghi sono sempre divertenti, ma allo stesso tempo coinvolgenti. Ho apprezzato il modo di recitare di Clint Eastwood: nonostante la sua età, ha saputo interpretare il personaggio di Walt Kowalski in maniera ottimale. È stato molto bello il cambiamento di pensiero nei confronti della famiglia di Thao da parte del protagonista. Tutti gli attori sono stati bravi nella loro parte, rendendo il film divertente e ricco di emozioni. Il finale mi ha lasciato a bocca aperta in quanto, come tutte le persone in sala, mi sarei aspettato una vendetta sanguigna.
Gran Torino trasmette molti messaggi al pubblico. Uno di essi è di non giudicare le persone in base alle loro origini e colture, in quanto, come visto nel film, una volta che si impara a conoscerle possono rivelarsi delle persone davvero buone. Un secondo messaggio è il seguente: bisogna pensare molto bene prima di agire, perché altrimenti potrebbero succedere cose sgradevoli.

Evan Schneeberger, SCC Bellinzona, 18 anni

Evan Schneeberger

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