Umberto D. di Vittorio de Sica

18400461.jpg-r_640_600-b_1_D6D6D6-f_jpg-q_x-xxyxxUn complesso di solitudine e tristezza

Umberto D. è un film italiano del 1952 diretto da Vittorio de Sica.
La trama narra di Umberto Domenico Ferrari, un pensionato con problemi economici, che vive insieme al suo cane Flaik in una casa appartenente ad Antonia, una donna ricca, egoista e insensibile.
Maria, la serva della donna, ha un bel rapporto con il nostro protagonista. Infatti, gli confessa da subito di essere incinta, problema che ritornerà nel corso del film. Maria e Umberto provano solidarietà l’uno per l’altra, essendo entrambi ostili nei confronti di Antonia. Questo legame si vedrà nuovamente al momento del saluto fra i due, quando Umberto deciderà di andarsene per suicidarsi.

Il cane è di fondamentale importanza per Umberto, poiché è il suo vero amico e colma la sua solitudine. È inoltre proprio per amor del cane che il protagonista deciderà (inizialmente) di non suicidarsi. Il legame tra i due si vedrà ancora quando Umberto cercherà un luogo in cui portare Flaik per potersi suicidare senza lasciar da solo quest’ultimo.

Trovo che questo film presenti una storia molto semplice ma nonostante ciò riesce a trasmettere perfettamente la solitudine e i sentimenti che toccano il protagonista. Da ogni evento ed elemento che ci viene presentato trapela tristezza. Ed è questo che lo rende uno dei film più importanti del neorealismo italiano.

Giosia Perretta, USI Lugano, 19 anni.

Giosia Perretta

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