Mia Madre di Nanni Moretti

149149“Bring me back to reality”

Realtà e sogno. Realtà e finzione.
Questo sono i dualismi che Nanni Moretti affronta nella sua ultima opera, Mia madre. Nel lungometraggio vengono presentati questi elementi contrastanti, non per mettere in evidenza le loro differenze, ma per mostrare come essi possano fondersi senza che si possano più distinguere l’uno dall’altro. Così come un sogno a volte è talmente vivido da sembrare vero, anche la realtà a volte è talmente bella o brutta che può apparire un sogno o un incubo.
La protagonista del film, Margherita, è come se vivesse due vite: da una parte è una figlia, soffre per la malattia della madre, nello stesso tempo è anche una regista che in tutti i modi cerca di continuare a girare il suo film, nonostante la madre stia male, ma in certi momenti ha dei crolli a causa della situazione difficile.
Margherita non è l’unica che confonde la realtà e la finzione: anche l’attore americano, che nel film di Margherita interpreta il dirigente della fabbrica, nella foga di una discussione con la regista urla una frase che colpisce è che è molto significativa: “Bring me back to reality!” Essa mostra come è difficile tornare alla realtà dopo che essa si confonde con la finzione.

Mia madre è un’opera in parte autobiografica. La protagonista Margherita può essere considerata un alter-ego di Moretti: infatti la madre del regista è morta recentemente, proprio quando lui stava girando il suo penultimo film, ed era anche lei una docente di latino, come la madre di Margherita.
La cosa più importante del lungometraggio è, senza dubbio, l’inno con il quale il regista celebra sua madre. Non la vuole ricordare con tristezza, ma la vuole ricordare per ciò che lei era nel profondo: un’insegnante e una madre, non solo per lui, ma anche per gli studenti che sono passati sui banchi durante le sue lezioni di latino.
Moretti non ostenta infatti le emozioni provocate dalla perdita di una persona cara, le fa vivere allo spettatore in modo pacato, quasi serenamente. In questo modo viene messa in evidenza la vita che la madre del regista ha vissuto e di tutto ciò che lei gli ha insegnato nella vita.

Tanja Stanojevic, 20 anni, Università della Svizzera italiana

Tanja Stanojevic

Advertisements
This entry was posted in TGC Ticino. Bookmark the permalink.

Laisser un commentaire

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Changer )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Changer )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Changer )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Changer )

Connecting to %s