Youth – La giovinezza di Paolo Sorrentino

SET DEL FILM "LA GIOVINEZZA" DI PAOLO SORRENTINO. NELLA FOTO HARVEY KEITEL CON CHLOE PIRRIE, MARK GESSNER, NATE DERN, TOM BECKETT E TOM LIPINSKI. FOTO DI GIANNI FIORITO

E la semplicità?

In questo periodo, nelle sale cinematografiche, vediamo proiettato l’ultimo film di Paolo Sorrentino: Youth – La giovinezza.
Ci troviamo in un ambito drammatico, in un’ambientazione suggestiva come quella delle maestose Alpi svizzere. Vediamo confrontate realtà estremamente diverse, collegate fra loro attraverso piccoli segnali silenziosi. Vediamo soprattutto persone di terza età, che si rilassano e si godono una serena vacanza; c’è poi la figlia del protagonista, che è una donna di età media; infine vediamo anche a tratti la presenza di una generazione ancora agli inizi.
Troviamo nel film tante tematiche che si intrecciano: vecchiaia, infantilità; abbandono, apprendimento; sistematicità, spontaneità.
Penso che Sorrentino abbia cercato di trasmettere il senso della giovinezza secondo la sua interpretazione, in un modo molto profondo ed emotivo. Durante la visione ho pensato che questi tratti fossero troppo marcati, spesso spinti all’estremo. I dialoghi mi sono parsi troppo architettati e calcolati, come se l’intenzione del regista di far commuovere lo spettatore fosse troppo evidente.
Devo ammettere inoltre che in alcuni punti della pellicola mi sono sentita annoiata e ho avuto l’impressione che certe scene fossero state portate allo stremo, nel tentativo di enfatizzare il messaggio che tentavano di trasmettere. Basti vedere il concerto finale, che appare quasi infinito.
Qui si perde la semplicità che invece, secondo me, avrebbe comunicato meglio il senso del film.
Youth è dunque un film costellato di diverse caratteristiche che si incastrano a vicenda in un modo che non ci aspetteremmo. Ci fa capire quanto il tempo sia labile, quanto sia difficile cercare di aggrapparsi a un sogno o a un ricordo, perché essi in un attimo non sono più sotto il nostro controllo.

Laura Troilo, 21 anni, Università della Svizzera italiana

Laura Troilo

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