Echos de Locarno (2) – El Movimiento (Concorso cineasti del presente)

El_MovimientoL’Argentina nel 1835. Un territorio deserto, uniforme, omogeneo. Abitato da gruppi anarchici, separati, diversi. Non c’è luce, speranza, perdono.

Le scene cambiano dapprima lentamente, poi velocemente, senza uno schema : anarchiche. Schermata nera fra una scena e l’altra. Primi piani di volti. La rabbia, la paura, l’indifferenza. Il film non è fluido, ma è scorrevole.

È questa l’opera del regista argentino Benjamin Naishtat. Una pellicola in bianco e nero che ripercorre la storia di alcune bande anarchiche della Pampa e di Señor, un uomo che cerca di organizzarle sotto lo stesso movimento politico.

El movimiento accosta provocatoriamente due elementi antitetici e inscindibili : l’anarchia e l’autorità.

Il montaggio confusionario, con scene che cambiano improvvisamente, schermate nere e primi piani di volti, rappresenta l’anarchia : l’individualità e il disordine.

In contrapposizione troviamo però la “colonna sonora”, l’autorità : una percussione che tiene un tempo definito, al quale il montaggio si uniforma.

La percussione non arriva dal nulla come un qualsiasi sottofondo musicale, bensì viene portata dagli uomini di Senõr.

Alla fine Senõr riesce nel suo intento, convincendo il popolo anarchico della Pampa a definirsi politicamente sotto la sua guida. Nessuno capisce però veramente cosa ciò significhi. La conoscenza e il potere restano nelle mani dell’autorità.

Naishtat sceglie di raccontare una storia di duecento anni fa, ma la tematica è ancora moderna. Il film presenta una critica all’autorità e alla massa : a chi sa e a chi ignora. Nella loro individualità, volti diversi e anonimi si piegano di fronte all’autorità, non violentemente bensì spensierati e inconsapevoli. Critica ancor più grande, forse proprio all’anarchia stessa: lo stato entropico di rifiuto dell’autorità non riesce a persistere e convoglia in el movimiento.

Laura Monte, 19 anni, EPFL

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