Echos de Locarno (11) – O Futebol di Sergio Oksman: niente unisce di più di una passione in comune

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O Futebol, presentato in concorso internazionale alla 68esima edizione del Festival del Film di Locarno, parla di calcio, ma anche della riunione tra Sergio e Simão Oksman, il regista e suo padre.

Il calcio, si sa, è un sport la cui magia tende a riunire simbolicamente coloro che condividono questa passione, ma può fare anche di più, può addirittura far riavvicinare un figlio al padre scappato di casa anni fa. In O Futebol, Sergio e Simão intraprendono infatti un viaggio intimistico attraverso il Brasile durante i campionati mondiali di calcio, alla scoperta del vincitore – che sperano essere la loro amata Seleção –, sì, ma anche del loro rapporto.

Padre e figlio si trovano per guardare le partite in televisione e per discuterne, facendo riaffiorare ricordi sia calcistici che personali. Ma questo al regista non basta: vuole vedere una partita allo stadio con suo padre, come ai vecchi tempi. Allo stadio ci andranno, ma ascolteranno la partita dall’esterno e in macchina, provando a indovinare, in base al tipo di boato emesso dal pubblico, se si tratta di un gol o di una bella occasione sciupata.

Il calcio, quindi, è fuoricampo, se ne avvertono però la presenza – e la magia – nell’atmosfera che esso crea lungo le strade svuotate e nei bar affollati di São Paulo, così come nelle discussioni e negli occhi dei tifosi ammaliati. Durante le partite di calcio tutto si ferma. Purtroppo anche la vita di Simão, durante la celebre e cocente sconfitta della sua squadra del cuore in semifinale, si ferma. La sua morte dà a O Futebol quel tocco di drammaticità e di nostalgia che si percepiva vedendo padre e figlio sfogliare vecchi album di figurine e sentendoli parlare di campioni come Puskás.

Per chi, come il sottoscritto, segue e ama il calcio da anni, la visione di questo film è piacevolissima ma un po’ nostalgica. Oltre ad essermi commosso per la morte del padre, le storiche figurine “Panini” rappresentanti i calciatori delle varie nazioni selezionate hanno fatto riaffiorare in me dei ricordi di infanzia, facendomi rivivere gli scambi a scuola per completare i vari album e le partite al campetto con gli amici. Ma O Futebol non s’indirizza esclusivamente agli appassionati di questo sport, poiché il legame tra un padre e un figlio che si ritrovano dopo vent’anni è raccontato con una tale delicatezza che la proposta intimista diventa universale senza mai cadere in eccessive autoreferenze.

Ed è proprio questa introspettività che distingue l’ultimo lavoro del regista brasiliano da altri film che parlano di calcio. La maggior parte delle pellicole che affrontano questo tema tendono infatti a spettacolarizzare e a mostrare di continuo gli stadi, i giocatori e le partite, adottando, sembrerebbe, una concezione di “calcio monetizzato”. In O Futebol, al contrario, lasciandolo sempre fuoricampo, viene mostrato l’amore per questo sport, enfatizzandone la magia e facendogli assumere un’aura quasi mistica.

Raji Molo, 21 anni, Università della Svizzera Italiana

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