Echos de Locarno (13) – Jigeumeun matgo geuttaeneun teullida (Right Now, Wrong Then) di Hong Sang-soo: il peso delle parole e dei piccoli gesti

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Hong Sang-soo arriva a Locarno per presentare in concorso Jigeumeun matgo geuttaeneun teullida (Right Now, Wrong Then). Il film racconta la storia di un regista di nome Ham Cun-su, arrivato per sbaglio a Sewon con un giorno di anticipo. Nell’intento di trascorrere il tempo prima dell’incontro con il pubblico per discutere del suo ultimo film, decide di andare a visitare un antico palazzo restaurato, dove conosce una pittrice, Yoon Hee-jung. I due iniziano a parlare e a conoscersi e, dopo aver visitato l’atelier della ragazza, vanno a mangiare sushi e a bere soju. Sembra essersi creata un’intesa perfetta, poi però qualcosa va storto e i due si lasciano in malo modo. A questo punto il film finisce e lo spettatore si sorprende nel vedere apparire di nuovo il titolo: il film inizia di nuovo. Questa è infatti la particolarità di Jigeumeun matgo geuttaeneun teullida: è diviso in due parti simmetriche e speculari, la storia ci viene quindi raccontata due volte. La maggior parte delle situazioni si ripete in modo identico, altre invece presentano minime ma decisive variazioni.
All’inizio della prima parte del film, intitolata Right Then, Wrong Now, va tutto a gonfie vele, ma la poca onestà del protagonista nei confronti della ragazza ribalta la situazione e la relazione tra loro finisce disastrosamente. Poi il film ricomincia, sfondo grigio, titolo invertito (Right Then, Wrong Now diventa Right Now, Wrong Then) e incipit identico. In questa seconda parte, c’è però nell’incontro iniziale tra Ham Cun-su e Yoon Hee-jung qualche sottile differenza nel comportamento dell’uomo: come ha preannunciato il secondo titolo, stiamo assistendo a una storia un po’ differente, il cui esito sarà diverso e imprevedibile. Questa volta, infatti, il personaggio del regista è sincero e svela subito la sua situazione personale: è sposato e ha due figli.
L’opera è anche caratterizzato da un registro ironico, comico e da commedia, con diverse situazioni molto divertenti e al limite del grottesco. Nella seconda parte i due protagonisti sono disposti ad aprirsi maggiormente l’uno nei confronti dell’altro, differenza anche riscontrabile nel tipo di regia, che si avvale maggiormente dell’uso dello zoom per farci avvicinare a dei personaggi che non sono più gli stessi, oltre che per cambiare ritmo e sostituire alcuni tagli di montaggio.
La prima parte di Jigeumeun matgo geuttaeneun teullida sembrerebbe voler rilanciare la seconda, dove il regista sudcoreano invita lo spettatore a scovare le differenze e a farlo riflettere sul fatto che spesso un piccolo gesto o una parola di troppo (o di meno) possono fare la differenza e stravolgere l’esito di una vicenda: si tratta quindi di un film sulla casualità e sulla causalità.
Personalmente, oltre a essere stato rapito dai personaggi con i quali si entra subito in empatia, dalla semplice ma comunque avvincente storia, dalle varie divertenti e ironiche situazioni e dal particolare uso dello zoom, Right Now, Wrong Then, mi ha affascinato soprattutto per l’originalità di contenere due film in uno. Questa particolare struttura narrativa mi ha infatti incentivato, nel secondo tempo, a cercare di scovare ogni minima differenza, a caprine il senso e l’effetto sullo sviluppo della narrazione, arrivando alla conclusione che la vita può cambiare in un attimo a seconda delle situazioni che si presentano, degli incontri che si fanno per caso e a seconda delle infinite possibilità di un gesto o di una parola, che, anche se apparentemente insignificanti, hanno sempre un peso e delle conseguenze.

Raji Molo, 22 anni, Università della Svizzera Italiana

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