Echos de Locarno (14) – Les êtres chers di Anne Èmond – L’eredità di chi ama Cineasti del presente

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Ereditieri di un destino segnato. In qualche modo consapevoli che qualsiasi scelta è solamente illusoria. Coscienti della presenza calma e dissoluta dei propri fantasmi che indirizzano verso una meta già decisa, i protagonisti di Les êtres chers si domandano se valga veramente la pena godersi il cammino.
Les être chers, film della regista canadese Anne Èmond, racconta la storia di tre generazioni di una famiglia. Il film inizia in medias res con la morte inaspettata di Guy Leblanc, padre di cinque figli, giovani adulti. Nel suo testamento Guy offre a uno dei figli, David, i suoi attrezzi da burattinaio, ma solo, scrive Guy, se David li vorrà. David accetta, inconsapevole di aver ricevuto ben più di alcuni strumenti da lavoro.
Il film prosegue, presentando tanti frammenti della vita di David: l’incontro con la moglie, la nascita di due figli, i litigi familiari, le cene di Natale. Poi, la scoperta che il padre è morto suicida e l’inevitabile presa di coscienza che la pesantezza che David sente è la sensibilità ereditata. Seppur sia un buon padre, un buon marito, una persona di successo, seppur ami profondamente i suoi cari, il suo destino è vincolato dal passato. Così anche lui decide di suicidarsi.
La storia passa nelle mani della figlia, Laurence, che diventa la protagonista. Anche lei ha quella stessa sensibilità che la legava al padre così saldamente.
Grazie al padre, che la spinse più volte a cercare la propria strada, incoraggiandola a coltivare la sua passione per la scrittura, Laurence forse riuscirà ad alleggerire il suo fardello.
Les êtres chers tratta con delicatezza un tema difficile, il suicidio, e ne coglie l’aspetto inesorabile. Nello sguardo di David si legge il suicidio del padre, ancor prima che lui ne sia a conoscenza. La presenza di Guy aleggia sulle vite della famiglia, ma l’uomo non viene colpevolizzato, né giustificato, il suo suicidio viene semplicemente accettato, come qualcosa che non va capito. Si tocca l’aspetto ereditario, creando un equilibrio fra destino e scelta. L’emblematica figura del burattinaio, mestiere che accomuna David e il padre, resta sullo sfondo, ma enfatizza l’ambiguità tra l’essere artefici del proprio cammino e il subire le scelte di terzi.
Les etres chers è un film che commuove, perché, senza entrare veramente nel merito del suicidio, riesce a restare universale, toccando sentimenti comuni.

Laura Monte, 19 anni, Epfl

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