Sangue del mio sangue di Marco Bellocchio – L’eternità esiste

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Sangue del mio sangue è un film di Marco Bellocchio del 2015, che presenta molte delle tematiche che il regista ha saputo mettere in risalto nei suoi film nel corso della sua lunga carriera.

Quante società esistono realmente? Una. Siamo abituati a dividere le epoche storiche, le ideologie, i sistemi economici e statali, descrivendoli come belli, brutti, cattivi, buoni; ma non è così.
Siamo nella Bobbio del ‘600, un giovane soldato di nome Federico è mandato a chiamare dagli ecclesiastici del posto: suo fratello era prete in quel monastero e si è suicidato. Una ragazza è la presunta colpevole della sua morte, si ritiene sia alleata col diavolo, per questo viene sottomessa a dure prove, quali stare sul fondo del fiume incatenata, venire marchiata a fuoco, e infine essere murata viva. Conosciamo subito gli attori in gioco: c’è la Chiesa, organo supremo le cui leggi sono immutabili; i dissidenti, la ragazza ad esempio; e la voce fuori dal coro, in questo caso Federico. Anche nel piccolo contesto di Bobbio, vi sono dei contrasti.
Non finisce qui però: il film è composto di due parti, quella antica appena descritta, e quella moderna. In quella moderna gli attori sono gli stessi, in tutti i sensi. I personaggi che recitano sono interpretati dagli stessi attori che c’erano nell’era antica, ma anche le istituzioni non sono cambiate. Che cosa vuol dire questo? Semplicemente che possono passare 400 anni, ma la sostanza resta quella.

Ciò che io ho visto nel film di Bellocchio è una descrizione della futilità della distinzione tra società, idee, e quant’altro; ognuna ha le sue regole, ma sostanzialmente, sono sempre le stesse persone, le stesse istituzioni, lo stesso tutto a dettare le regole. Particolare è il dialogo che uno dei personaggi dell’epoca moderna ha con il suo dentista. Piccolo dettaglio: sono entrambi vampiri, e quindi immortali. Questi due soggetti hanno una conversazione di qualche minuto sulle varie epoche, parlano dell’Unione Sovietica, dei tempi antichi, di oggi, insomma di tutto, ma in modo molto spassionato e cinico, descrivendo qua e là quali erano i pregi e i difetti di queste società.
Questo è il punto, possiamo mettere a confronto le società quanto vogliamo, ma rimangono sempre uguali, sempre immutabili.

Il film mi è piaciuto: l’ho trovato contemporaneamente geniale e poetico.

Samuel Iembo, SCC Bellinzona, 23 anni

samuel

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