Dheepan di Jacques Audiard – una fuga continua

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Dheepan, film francese vincitore nella palma d’oro alla 68esima edizione del festival di Cannes, racconta la difficile storia di tre sconosciuti (Dheepan: J. Antonythasan, Yalini: K. Srinivasan e Illayaal: C. Vinasithamby) in fuga dal terrore dello Sri Lanka dei giorni nostri.
I tre, fingendosi una famiglia, riescono a fuggire. Arrivati nella periferia parigina trovano un impiego, la donna come badante di un anziano, l’uomo come custode in un palazzo e la piccola studiando il francese. Un finale coi brividi mi ha fatto gelare sulla mia poltrona rossa del cinema: il film si conclude con un’azione inaspettata, degna di un film di Jacques Audiard.

Dheepan è pieno di voglia di evadere, di scappare da un sistema chiuso, finito ma incoerente. Nell’arco di tutto il film respiriamo un’aria cupa, terrificante che ci porta nella difficile vita di periferia, segnata da pericoli costanti, aggressività alle stelle, tanta violenza e nessun benessere.

I dialoghi tra Yalini e Dheepan sono disperati, i due cercano di trovare un modo per convivere con una bambina: come allevarla nel modo gusto? Come fare a crescerla in un ambiente frequentato da gang di spacciatori?
Guardando il film in lingua originale (tamil), ho potuto seguire il timbro di voce degli attori, nonostante non capissi nessuna parola, ho carpito i concetti essenziali, ho avuto così modo di guardare il film interamente, senza seguire in modo preciso ogni parola del dialogo.

La fotografia colora l’ambiente di una Francia cupa, magari presentando una periferia stereotipata e più cupa e violenta di quanto non lo è realmente. Una periferia paragonata a quella americana, in cui regna una violenza dovuta alla droga, in cui non vi è nulla di piacevole per una famiglia proveniente da un paese in guerra.

Il film, presentato al Festival dei diritti umani di Lugano, fa riflettere sul tema dell’immigrazione. L’idea stereotipata di “immigrato” che al giorno d’oggi ci perseguita non conta gli immigrati dello Sri Lanka, solo gli africani entrano in quella categoria discriminata?

Edoardo Nerboni, 17 anni, 3a liceo, Steiner

Edoardo

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