The Revenant, è davvero tutto bello ?

Aprendo la pagina di Wired.it oggi leggo : “The Revenant, non date l’Oscar a Leonardo DiCaprio. L’ultima e pretenziosa fatica di Alejandro Iñárritu è una bellissima cartolina, che non rende però giustizia alla bravura di DiCaprio” e ancora “The Revenant, insomma, è come una cartolina: enorme, bellissima, illuminata da una luce naturale e deserta. Poco memorabile, insieme al suo protagonista Leonardo DiCaprio”.

Queste frasi sono un buono spunto per valutare un film che con una recitazione, un trucco e una ferocia inimmaginabile attraversa la storia vera di Hugh Glass (1783-1833), un cacciatore americano abbandonato dai suoi compagni nel nord degli Stati Uniti dopo essere stato attaccato da un orso grizzly.

Il 19 gennaio (5 giorni dopo l’uscita ufficiale nella Svizzera italiana) mi sono fiondato al cinema, grazie alla Tribune des jeunes cinéphiles, per vedere il nuovo film del regista vincitore dell’Oscar 2015 con il film Birdman : Revenant.

Già vincitore di tre Golden Globe (Miglior regia, Miglior film drammatico, Miglior attore in un film drammatico) il film si appresta a partecipare agli Oscar di febbraio, ai quali si candida con 12 nomination.

Nei 156 minuti di film possiamo assaporare una violenza portata all’estremo, quasi tarantiniana grazie al fantastico trucco, alla sofferenza tesa al massimo da parte del morente Hugh Glass e alla brutalità aggressiva durante le lotte e i combattimenti (mi riferisco in particolare all’ultimo scontro tra il disperso e il suo antagonista, Fitzgerald) che fa gelare il sangue nelle vene.

Non voglio dilungarmi troppo con il riassunto del film che potrebbe fungere da SPOILER per qualcuno, parlerò invece di quello che ho trovato piacevole o meno del film.

La recitazione di Di Caprio, tanto criticata nell’articolo di Wired.it, secondo me è incredibile: l’attore riesce per tutta la storia a fare stare immobile lo spettatore in attesa che qualche bestia esca allo scopeto o un gruppo di gli indiani Ree sbuchi dalla macchia per soffocarlo. Le sofferenze patite dall’attore per entrare totalmente nella parte secondo me verranno premiate agli Oscar di febbraio.

Ho trovato geniale una scena in particolare, quella in cui Glass, accucciato in una rientranza nella roccia, aspetta con timore l’arrivo di un gruppo Ree. Si sposta furtivo, quasi come una bestia in agguato, e striscia nell’acqua per poi dileguarsi nelle cascate.

Il fatto che mi ha colpito maggiormente è stata la scelta registica di creare una scena girata totalmente in piano sequenza, con la camera che si muove come se fosse la soggettiva del pensiero di Glass, con scatti improvvisi, e movimenti rapidi da una parte all’altra.

Per adesso ho solamente elogiato l’opera del regista messicano A.G. Iñárritu, ma credo ci siano delle critiche da fare al suo lavoro, la prima di queste riguarda la sceneggiatura. Credo che questa (e quindi di conseguenza anche la trama) abbia fatto perdere diversi punti al film. Questo “pompare al massimo” ogni prova che Hugh Glass doveva superare genera scene poco realistiche. Un  esempio sono le fughe all’ultimo secondo, da cui esce sempre indenne; oppure l’attraversamento a nuoto, con il corpo frantumato, di fiume ghiacciato, in cui riesce a sopravvivere; o ancora il tentativo di bere l’acqua del fiume con la gola aperta e l’acqua ci passa attraverso.

Questo rendere inverosimile la storia, per farla diventare più “avvincente” o “interessante”, è stato uno sbaglio enorme da parte di Iñárritu.

Nel complesso però, pur avendo delle lacune qua e là, The Revenant è un film che andrei a rivedere senza fatica. Anche se la durata è fuori dagli schemi (più di 2 ore e mezza) il film non è noioso, quindi tanto di cappello agli attori (recitazione) e Gonzales (regia).

Ma Di Caprio quest’anno riuscirà a vincere l’Oscar ? Secondo me se lo merita tutto !

Edoardo Nerboni, 18 anni, Liceo – Scuola Steiner Origlio
Edoardo

La TJC remercie Fox-Warner pour les invitations transmises pour ce film

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