Les Huit Salopards (The Hateful Eight ) – Bufera di neve rosso sangue

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Il film si apre con l’inquadratura ravvicinata di un crocifisso in legno. In seguito la camera si allontana lentamente fino a inquadrare un magnifico panorama innevato.

Abituato a western dello stile di Per un pugno di Dollari, ambientati nel deserto, questa scena mi sorprende. Vengo subito attratto dai magnifici primi piani dei personaggi e dagli immensi paesaggi innevati.

La scena cambia e l’attenzione viene spostata su una diligenza che sta per essere travolta da una bufera di neve; a bordo uno dei più famosi cacciatori di taglie, John Ruth detto il boia, che sta portando a Red Rock una sua prigioniera per farla impiccare ed incassare così la taglia di dieci mila dollari che c’è sulla sua testa.

È così che inizia l’ottavo film di Quentin Tarantino, The Hateful Eight.

Durante la strada che porta a Red Rock, la diligenza incontra altri due viaggiatori: Warren, un collega cacciatore di teste, anche lui diretto a Red Rock, e Mannix che dice di essere il futuro sindaco di Red Rock. Dato l’aggravarsi della bufera, il cocchiere decide di fare una sosta nella famosa locanda di Minnie. Ad aspettarli però non ci sono Minnie e suo marito, bensì quattro personaggi che dicono di essere semplici ospiti ma che in realtà si riveleranno membri di una gang che ha come missione liberare la prigioniera di John. Gli otto sconosciuti, da qui il titolo The Hateful Eight, capiscono che dovranno passare alcuni giorni assieme fino a che la bufera non cesserà.

Il film, attraverso molti dialoghi, permette di scoprire e di conoscere lentamente ogni personaggio. Anche se lo spazio nell’emporio è ristretto, Tarantino riesce a isolare ogni singolo dialogo e a dare l’impressione che i personaggi siano soli nella locanda.

Inoltre, sono stato molto colpito da numerosi giochi di luce che si susseguono in tutto film: la luce è sempre al centro di ogni scena, a volte è persino troppo presente e fa diventare alcune scenografie un po’ irrealistiche perché alcuni oggetti sono illuminati in modo eccessivo.

The Hateful Eight è un film piacevole, anche se alcune scene sono decisamente troppo lunghe e lente. Pur non essendo un amante dei western, questo film non mi è dispiaciuto. Tarantino riesce a tenere lo spettatore incollato allo schermo per tre ore consecutive grazie a colpi di scena e inquadrature mozzafiato. L’unico aspetto che mi ha reso un po’ perplesso è l’eccessivo uso del sangue, quasi splatter. Ma questo è lo stile di Tarantino.

Andrea Paganessi – 21 anni

andrea

La TRIBUne des jeunes cinéphiles remercie le distributeur Ascot Elite qui a offert des billets pour cette séance.

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