“Ave, Cesare !” L’impero romano incontra il cinema di Hollywood con i fratelli Coen

Ave, Cesare! è un film che lascia sbigottiti.

Forse il problema è il doppiaggio in lingua italiana, o forse le troppe aspettative, o anche l’idea che mi ero fatta guardando il trailer (non guardateli mai: i trailer possono trarre in inganno!). Comunque sia, uscita dalla sala cinematografica avevo un po’ l’amaro in bocca.

Partiamo dal trailer. Se per certi versi mi sono detta che è stata proprio una bella idea far credere una determinata trama attraverso il lancio e poi in realtà stravolgere tutto quanto nel film, dall’altra parte ciò lascia un po’ scombussolati: lo spettatore entra nella sala cinematografia con un’idea più o meno delineata di come sarà il film, man mano che lo guarda si aspetta di vedere determinati eventi, ma arriva alla fine e si rende conto che in realtà tutto ciò che si aspettava non è successo. Si domanda allora cosa sarebbe dovuto realmente accadere. Nel lancio di Ave, Cesare! viene messo l’accento sul rapimento dell’attore Baird Whitlock (interpretato da George Clooney) che deve interpretare la parte di un centurione romano nel film dell’anno. Di conseguenza arrivata in sala mi aspettavo di vedere un giallo con tanto d’indagine, rapimento e ricatto, e invece il rapimento è in secondo piano, l’indagine è scarsa e il ricatto è misero.

In secondo luogo l’interpretazione di alcuni personaggi mi ha lasciato un po’ perplessa. George Clooney, pur essendo un attore di fama mondiale, in questo film recita in maniera fiacca e insoddisfacente, probabilmente è colpa anche del suo ruolo, tuttavia il risultato non cambia: Baird Whitlock sembra un uomo estremamente superbo con poco sale in zucca, che fa ciò che gli viene ordinato senza mai veramente capire il perché.

Un terzo fattore che toglie punti al nuovo film dei fratelli Coen è la trama, un po’ sconclusionata, di tutta la commedia. Lo spettatore, man mano che guarda il film, è messo a confronto con vari generi cinematografici, di conseguenza con diversi personaggi che assumono differenti comportamenti e atteggiamenti. Tuttavia questi personaggi secondari, come le sorelle Thacker (Tilda Swinton) oppure la nuotatrice di nuoto sincronizzato DeeAnna Moran (Scarlett Johansson) e altri ancora, non vengono approfonditi ma restano solo accennati, lasciando all’osservatore la decisione se sono veramente essenziali per il risultato finale del film oppure se sono messi lì solo per una pura questione “d’estetica”.

Ultimo punto che mi ha lasciata un po’ delusa è la comicità, o forse è meglio dire l’assenza di comicità. Arrivata in sala cinematografica, per sentito dire e per recensioni lette, mi aspettavo di vedere un film estremamente divertente, mentre il risultato ottenuto è stato proprio l’opposto: non solo c’erano poche battute divertenti, ma ce n’erano tante estremamente banali, quasi soporifere. Come giustificazione a favore dei Coen posso però aggiungere che forse la colpa è del doppiaggio in italiano.

Però, nonostante la trama un po’ inconcludente e dispersiva, i personaggi accennati e dimenticati, l’assenza di comicità, il nuovo film dei fratelli Coen ha un punto a suo favore: Ave, Cesare! è un viaggio nel tempo del cinema hollywoodiano degli anni Cinquanta.

Eddie Mannix (Josh Brolin), il protagonista del film, trasporta lo spettatore a intrecciare la trama principale di Ave, Cesare!, incentrata sulla ricerca di chi ha rapito Bird Whitlock, con le differenti trame di film western, drammi, musical presenti nei differenti set cinematografici in cui lavora Mannix. Quindi l’osservatore non sta più guardando solo un semplice film d’indagine, ma tutto a un tratto si ritrova a guardare un western con tanto di cappello da cowboy e peripezie su un cavallo bianco.

Quindi, per concludere, Ave, Cesare! è un film con poche qualità e diversi difetti, ma che comunque non guasta guardare, meglio se in lingua originale.

Charlotte Stamm, 19 anni, Liceo cantonale di Locarno

Charlotte

La TGC remercie UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL SWITZERLAND GmbH qui a offert les billets pour ce film.

 

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