Festival de Locarno (2) – The Girl With All The Gifts – Il dono della scelta

Trois représentants de la TRIBUne des jeunes cinéphiles (2 Romands et 1 Tessinoise) couvrent le 69e Festival de Locarno. Voici leur 2e contribution.

Girl

Il presente è apocalittico, il mondo è popolato da persone apatiche, non senzienti, incapaci di rapportarsi con l’ambiente e con i propri simili, guidate unicamente da pochi primitivi istinti. Unica luce di speranza in questo scenario di solitudine e alienazione sono i figli di questa generazione, che hanno reimparato a pensare, a unirsi, a comunicare e ad amare.

È questo lo scenario che ci propone l’opera di Colm McCarthy, The girl with all the Gifts: un mondo in cui la quasi totalità del genere umano è stata infettata da un fungo, che priva l’uomo della propria umanità e lo trasforma in una bestia, guidata quasi unicamente dall’istinto omicida verso chi è diverso.

Le poche persone rimaste vivono segregate in basi militari, aggrappate a una speranza che sedimenta sui ricordi di un tempo lontano. Resta loro un obiettivo: cercare un antidoto. La chiave di questo antidoto sono i bambini, figli partoriti da madri infette, che hanno sviluppato una risposta diversa all’infezione. Essi sono allo stesso tempo innocenti, intelligenti, amorevoli, ma anche capaci di diventare bestiali predatori in presenza di organismi non infetti. Questi bambini sono tenuti in una prigione di massima sicurezza, trattati come cavie di laboratorio, senza che alcuna umanità venga loro riconosciuta.

La situazione si complica quando la base militare viene distrutta e i pochi sopravvissuti intraprendono un viaggio attraverso una Londra decadente e infetta, alla ricerca di propri simili ancora in vita. Fra questi anche una dei bambini prigionieri, Melanie, che si rivelerà un’amica e una risorsa indispensabile.

Il film mostra un tempo in equilibrio fra due mondi. Quello vecchio, fatto di ricordi, ai quali le poche persone rimaste si appigliano nel tentativo di sopravvivere, ma perdono la loro residua umanità al punto di non riconoscere nemmeno l’innocenza di un bambino. Mentre nel nuovo mondo le persone, le quali sono state brutalmente trasformate, riportate al principio, allo stato brado, senza né ricordi né regole, sono padrone solo di un senso di appartenenza al quale appigliarsi per ripartire.

Ai bambini, e in particolare alla protagonista Melanie, il dono ultimo, la facoltà di scegliere: il potere di sacrificarsi per un antidoto o di condannare il mondo a un nuovo inizio. Il potere di ricostruire un’umanità perduta da un essere umano azzerato.

Laura Monte, 20 anni, Epfl

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