Un padre, una figlia – Bacalaureat, maturità – Cristian Mungiu.


56667_pplIl film Un padre, una figlia è un lungometraggio romeno del regista Cristian Mungiu.

La storia racconta di un padre, Romeo – dottore in un ospedale e amante, all’insaputa della figlia, di un’insegnante di scuola – e della figlia Eliza che, spinta dal padre, cerca di ottenere un risultato quasi eccellente agli esami di maturità per poter andare a studiare in Gran Bretagna. Un giorno Eliza viene quasi molestata da un maniaco dietro alla scuola e da quel momento la sua vita cambia.

Eliza non è più sicura di voler fare ciò che sta facendo da sempre per costruirsi un futuro fuori dalla Romania, quindi dice di non voler più sostenere gli esami, anche perché lei stessa non è convinta di voler andarsene.

Per tutto il lungometraggio, lo spettatore non sa con chi schierarsi: con Romeo che cerca di mandare via la figlia che ama da una Romania contemporanea che si sta scavando la fossa con le proprie mani nella povertà, o con Eliza che vuole essere libera di fare ciò che vuole.

La prima scena mostra allo spettatore la tragica situazione della Romania: si vedono muri scrostati, una periferia con case e persone losche. Il regista fa entrare lo spettatore nella famiglia di Romeo ed Eliza attraverso un sasso lanciato: questo irrompe nell’intimità dei personaggi principali, frantumando il vetro di una finestra. Questa scena mostra come la tragica situazione in Romania intacchi in modo incontrollato i progetti di Romeo e i sogni di Eliza. Anche l’aggressione alla ragazza dà l’idea dell’impossibilità, o comunque difficoltà, di una persona di poter scegliere la propria vita in Romania, dato che Eliza, comprensibilmente, rimane scioccata e mette in discussione tutte le sue scelte.

Il padre è un uomo che nella sua vita è sempre stato onesto e corretto, pur trovandosi in un paese governato dalla corruzione, e, per amore verso la figlia, è disposto a barare durante la correzione dell’esame di Eliza. In seguito però viene scoperto dalla polizia, ma la figlia decide di non barare quando fa l’esame. Il finale rimane aperto poiché lo spettatore non conosce l’esito degli esami. È da ricordate che il titolo originale del film è Bacalaureat, ovvero licenza della scuola media superiore (o maturità). Quindi il tema principale è l’esame, quell’esame che la figlia ha sostenuto per decidere il proprio futuro.

Il film ha vinto il primo premio al festival di Cannes per la regia. Infatti le inquadrature sono interessanti: ad esempio quelle in automobile con Romeo ed Eliza, nelle quali avvengono lunghissimi momenti di silenzio che mettono in evidenza la mancanza di dialogo tra il padre e la figlia. Sono presenti anche moltissime altre scene, spesso inquietanti, che di primo impatto sembrano incoerenti e inutili, ma posseggono tutte un significato profondo: creano un’inquietudine che si intensifica verso la fine e che rende le situazioni sempre sull’orlo della crisi e fa presagire allo spettatore un finale triste.

I due temi fondamentali su cui riflettere sono la società esterna che entra violentemente nella vita della famiglia, scombussolando tutti i progetti e portando a galla i problemi (per esempio Romeo che tradisce la moglie o la figlia che non vuole fare ciò che il padre ha predisposto per lei). Il secondo tema, conseguente al primo, è capire se sia giusto programmare un futuro per il bene dei propri figli (e quindi obbligarli a fare ciò che magari non vogliono fare) oppure è meglio lasciare loro fare ciò che vogliono, rischiando però che il loro futuro non sia roseo.

Personalmente lo considero un film profondo e pieno di significati allegorici. Un film che lascia allo spettatore molti spunti di riflessione come, per esempio, l’educazione.

Leonardo Bernasconi, 19 anni, Scc Bellinzona

Leonardo Bernasconi

Le Festival Guardando Insieme a offert des billets à la TRIBUne des jeunes cinéphiles pour ce film.

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