Locarno Festival 2017 (2) WINTER BROTHERS – L’attesa di un cambiamento

In una sperduta località danese, ricoperta di neve, vivono Emil e suo fratello, entrambi minatori, impiegati in una miniera poco lontana. Attorno a loro vivono altri lavoratori e una ragazza, oggetto del desiderio di Emil. Emil è un ragazzo venticinquenne, indisciplinato, irascibile, ma desideroso dell’approvazione dei sui compagni e alla ricerca di un amore corrisposto.

Inizialmente Emil è apprezzato dai compagni per il liquore che produce rubando sostanze chimiche dalla ditta in cui lavora, e la ragazza da cui è attratto sembra essere divertita dalle sue timide attenzioni.

Nella fabbrica e nella buia miniera il suono forte e incessante dei macchinari copre gli altri rumori. All’esterno il paesaggio è invece innevato e silenzioso.

La situazione degenera quando uno dei minatori si ammala. Tutti danno la colpa alla bevanda di Emil ed egli viene ben presto alienato dal gruppo. Nessuno vuole più acquistare il suo liquore; tutti diventano suoi nemici. In questo clima ostile, con un fucile barattato in precedenza, Emil impara a sparare, sparare per uccidere.

Poi, il suono di un‘esplosione arriva dalla miniera, si fa sempre più forte. Una musica elettronica accompagna il rumore assordante. I volti dei personaggi scorrono uno a uno in un climax tragico e dall’aspetto definito. Infine il silenzio ovattato nel bianco della neve. E il film continua.

Il rapporto col fratello, seppur fondato sull’amore fraterno, diventa più ostile, violento. La ragazza non ricambia le attenzioni rivoltele.

La quotidianità di Emil sembra l’inizio di una guerra: lui, solo, contro il resto del piccolo mondo in cui vive. Questa tensione sembra predisporre un finale tragico, un atto ultimo.

Invece la gente torna ad acquistare l’alcol di Emil e la ragazza ad apprezzare la sua compagnia, seppur solo amichevole. La vita riprende a scorrere con la naturalezza iniziale.

Winter brothers, opera prima di Hlynur Pálmason, è un film di contrasti: il bianco della neve e il nero delle miniere, il rumore delle macchine e il silenzio del paesaggio, due fratelli diversi fra loro. Contrasti che mai sfociano in conflitto: se ne sente la tensione, la presenza, ma il vero scontro non arriverà mai.

Winter brothers è un film sull’attesa: l’attesa di un cambiamento, capace di colmare le mancanze, i vuoti, le discontinuità.

Grazie ai colori dei vestiti indossati, i personaggi sembrano essere parte del paesaggio: nell’oscurità delle miniere, nella neve e nelle loro abitazioni.

Un paesaggio crudele perché non lascia scampo, perché inesorabilmente riporta qualsiasi variazione al tema principale: qualsiasi evento, per quanto definitivo possa sembrare, non è altro che una momentanea perturbazione di una realtà immobile.

Laura Monte

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